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La Federazione, come la Dirstat-Finanze, non perde occasioni per proporre l'area predirigenziale e la perequazione economica. Il Segretario Generale della Federazione Dirstat, in data 04/05/2000, con protocollo 33612, prima che riprendessero i negoziati per la definizione del CCNL del personale dirigenziale, ha scritto la seguente nota all'ARAN (inviate per conoscenza ai Ministri del Tesoro e della Funzione Pubblica): "In vista della prossima convocazione del 9 maggio 2000, questa O.S. rinnova a codesta Agenzia i punti fondamentali sui quali intende discutere: 1. affidamento e revoca degli incarichi dirigenziali; 2. relazioni sindacali, aumento dell'autonomia dirigenziale e integrazione delle materie oggetto di contrattazione comprese quelle che coinvolgono personale direttivo dell'area "C"; 3. istituzione di un sistema di tutela legale in materia di responsabilità per l'attività dirigenziale; 4. valutazione degli incarichi dirigenziali anche se affidati a personale appartenente all'area "C" delle categorie professionali; 5. sistema dei controlli; 6. instaurazione di collegamenti giuridici ed economici con il personale appartenente all'area "C" delle categorie professionali che istituzionalmente svolge funzioni dirigenziali vicarie; 7. perequazione economica fra tutti i dirigenti della macroarea". In data 9 maggio all'ARAN sono riprese le trattative per il rinnovo del CCNL dell'area dirigenziale. La delegazione DIRSTATera composta dal Presidente Catalini, dal Segretario Generale D'Ambrosio, dall'Aggiunto Barra e da Bontempo, Morzilli e Pastena. Per effetto della modifica dell'atto di indirizzo governativo si sono create le condizioni per superare la pregiudiziale sulla dirigenza generale. La questione di fondo riguardava la unitarietà della rappresentanza della dirigenza (dirigenti di I e II fascia) che ora è approdata al punto del riconoscimento della unicità della categoria, tutta disciplinata dal CCNL - Restano, comunque, numerosi scogli da superare come quelli delle relazioni sindacali e degli aspetti retributivi. Nel primo caso sarà necessario creare un sistema per i dirigenti di I fascia, uno per quelli di II fascia ed uno per i dirigenti con particolari incarichi. Inoltre si dovrà prevedere un contratto integrativo. E' chiaro che tanto più si sale nella scala gerarchica, tanto più si pone in evidenza l'aspetto fiduciario e si affievolisce il controllo sindacale. Per i dirigenti di II fascia si dovrà fissare un tabellare, cui si aggiungeranno la R.I.A., l'indennità di posizione e la retribuzione di risultato; per i dirigenti di I fascia si dovrà prevedere un tabellare, una retribuzione individuale ed una indennità di posizione (valutando le interconnessioni di valore fra i dirigenti di I e di II fascia. Arcangelo D'Ambrosio si è soffermato su 4 punti essenziali: il capitolo delle relazioni sindacali, il sistema dei controlli, la necessità di discutere la parte generale prima di quella economica e il tempo di lavoro come concetto irrinunciabile. Alcuni interessanti concetti sono stati espressi dalla UIL (Foccillo): il contratto collettivo deve servire da norma di garanzia rispetto al contratto individuale; i controlli si debbono svolgere in base alle regole definite nel contratto collettivo; i limiti di intervento del sindacato (si riferiva ai dirigenti di I fascia con incarichi speciali) non possono stabilirsi laddove si vengono a sconvolgere le posizioni economiche delle persone.
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