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Qualche anno addietro, un illustre
esponente dei vertici amministrativi del nostro Ministero definì la Dirstat Finanze un
soggetto sindacale "anomalo". Di ciò ne siamo stati orgogliosi ieri e ancor di
più ne siamo oggi se pensiamo che, nel quasi completo isolamento da parte delle altre
contumaci forze sindacali, siamo i soli a poter rivendicare un percorso
di equilibrato garantismo in tutte le vicende che hanno interessato in questi anni
l'amministrazione finanziaria, convinti, in ultimi analisi, che nella difesa dei principi
generali dell'ordinamento potesse trovare tutela anche la posizione del singolo
funzionario, anche di quello abbagliato dai fatui luccichii delle facili soluzioni.
Questa presenza e questa funzione possono essere di sostegno per tutti nell'affrontare una
nuova stagione lavorativa. Le grandi novità, per ora affatto positive e tranquillizzanti,
che andranno a caratterizzare il nuovo rapporto di lavoro privatistico presso le agenzie
fiscali, impongono un sensibile riequilibrio tra le parti in causa, laddove alla
pressoché completa discrezionalità e flessibilità di gestione dell'una non si affianca
una vera identità e compattezza di categoria dell'altra. Questo pericoloso vuoto la
DIRSTAT Finanze, forte dell'esperienza di anni di lotta e di azioni propositive tesa al
miglioramento della P.A. finanziaria, si candida a colmare se da parte del personale
giungerà un preciso segnale di partecipazione, di presenza e voglia di esserci, di
decidere e di difendere quelle garanzie costituzionali che altri hanno anzitempo liquidato
in nome di una pretestuosa modernizzazione. Sia ben chiaro, come più volte detto, che non
ci riconosciamo tra le fila dei nostalgici restauratori di un sistema inefficiente o di
una ridicola figura di vetero dirigente dello Stato, intriso di manie gerarchico
funzionali, sicuro della sua onnipotenza e inamovibilità per diritto divino, assertore di
una cultura accentratrice e non partecipativa del lavoro; noi siamo stati e sempre
lo saremo convinti assertori del cambiamento, ma ciò deve essere attraverso le regole e
il rispetto della legalità.
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