Seminario della Commissione Finanze della Camera dei Deputati su …. “un sistema fiscale più equo”.
Il 20 luglio 2015, alle ore 14,30, presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, si è svolto il seminario istituzionale della Commissione Finanze sulle tematiche relative allo schema di decreto legislativo recante misure per la revisione della disciplina dell'organizzazione delle agenzie fiscali (Atto n. 181), allo schema di decreto legislativo recante norme in materia di stima e monitoraggio dell'evasione fiscale e in materia di monitoraggio e riordino delle disposizioni in materia di erosione fiscale (Atto n. 182) e allo schema di decreto legislativo recante misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione (Atto n. 185), predisposti in attuazione della delega per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita, di cui alla legge 11 marzo 2014, n. 23.
DIRPUBBLICA è stata invitata ed ha depositato una propria relazione che pubblichiamo; la nostra delegazione era composta da Giancarlo Barra, Segretario Generale e da Federico Macaddino, componente della Segreteria Generale, promotore dell’Ufficio Studi di Economia e Fiscalità della Federazione DIRPUBBLICA.
Numerosissimi gli interventi istituzionali che si sono svolti durante la prima fase espositiva della manifestazione; significativi per la configurazione e la morfologia della “crisi agenzie” provocata da DIRPUBBLICA, sono stati gli interventi di Rossella Orlandi, Direttrice dell’Agenzia delle Entrate, di Giuseppe Peleggi, Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e …. del primo Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Massimo Romano. Lo schieramento è stato duro e compatto, cui hanno fatto seguito, più o meno discretamente, gli interventi delle altre figure istituzionali e sociali presenti in sala; lo scenario che si è presentato è quello tipico della “Città assediata” a difesa della quale non è stato risparmiato alcun espediente, ivi comprese le lacrime. Con il carattere drammatico e passionale, tipico della tragedia greca, ci è stato detto che … senza l’attuale sistema è il diluvio! Un diluvio per le entrate dello Stato e per lo Stato stesso. Purtroppo non di tragedia si è trattato, né di dramma ma di una penosa farsa che neanche Monsieur Tartuffe impersonerebbe. Tutti i Personaggi citati, infatti, oltre al “magnificat” del sistema agenziale (si sarebbe passati da un vetero sistema ministeriale gerarchicizzato ad un modello decisionale nuovo, snello e sburocratizzato – dixit Massimo Romano – senza considerare che la stessa evoluzione si sarebbe potuta imporre al Dipartimento delle Entrate, visti i risultati, Dipartimento che operava con ben diversi mezzi tecnici e con ben diversa normativa a disposizione), hanno recitato la medesima parte tanto che la nostra delegazione ha avuto l’impulso di offrire loro honoris causa l’iscrizione a DIRPUBBLICA (o forse un premio David di Donatello). L’interesse primario sarebbe, infatti, il benessere del Personale al quale, attraverso l’attuale sistema, verrebbe garantito uno sviluppo di carriera; sarebbe, anche, nei programmi la creazione di un’area intermedia tra impiegati e dirigenti, ove possano esprimersi le varie professionalità tecniche nel governo dei procedimenti sostenendo il lavoro dei primi e liberando di incombenze non proprio dirigenziali i secondi! Si vorrebbe quindi creare una sorta di classe intermedia di altissima professionalità che, nei fatti, ispirerebbe tecnicamente la macchina fiscale molto più dei dirigenti effettivi, quasi relegandoli ad un compito di coordinamento e supervisione. Grandi lodi sono state profuse a favore dei circa 60.000 appartenenti alle Agenzie fiscali nei confronti dei quali massima sarebbe stata e lo sarebbe tuttora l’attenzione e la viva preoccupazione da parte dei Vertici agenziali.
Da nessuno abbiamo però sentito parlare del tema vero dei primi due atti oggetto del seminario.
Nessuno ha parlato di una vera riorganizzazione delle Agenzie (atto 181), di poteri restituiti all’Organo di controllo (MEF), di una nuova visione del Fisco: tutti si sono adoperati in un peana vago e vacuo delle due Agenzie presenti e delle Entrate in particolare, qualcuno, che evidentemente non aveva nulla da dire in materia, ha solo sollecitato una rapida soluzione della situazione attuale, come se tutte le criticità del Fisco italiano risiedessero solo nel risolvere il problema dei dirigenti defenestrati.
Nessuno, men che mai, ha parlato di monitoraggio e stima dell’evasione fiscale (atto 182), tanto che la parte tecnica della nostra relazione (forse l’unico dei documenti pertinenti) è sembrata quasi fuori luogo. Tutto bene, dunque! Non ci sono criticità, i dati dell’Agenzia sono tutti perfettamente monitorati e condivisi e, chissà perché, invece, da tre Governi a questa parte vengono continuamente messi in dubbio, fino al punto di prevedere apposite commissioni miste terze (Gov. Monti e l’attuale) a verifica dei dati forniti dall’Agenzia delle Entrate (ma anche dal MEF – RGS e DdF – anche dalla Banca d’Italia e dall’ISTAT).
In tre minuti (il tempo standard concesso per la seconda fase) Giancarlo Barra, Segretario Generale di Dirpubblica, ha espresso le seguenti, sintetiche considerazioni, sicuramente “fuori dal coro”:
1. se il modello agenzie fosse uno splendore oggi, dopo quindici anni di sperimentazione, non staremmo qui a discutere della più grave crisi cui sia incorsa un’Amministrazione dello Stato;
2. ad un modello ministeriale, burocratico e gerarchizzato è succeduto un modello illegittimo, illegale e incostituzionale; già dal 2011 il sistema delle nomine era stato annullato dal Tar Lazio con sentenza del 1° agosto senza che a ciò ne fosse seguita non solo una doverosa esecuzione, ma neppure l’adozione di atteggiamenti diligenti e prudenti, proseguendo colpevolmente ad effettuare nomine e ad assegnare incarichi entrambi dichiaratamente illegittimi; perseverando persino nel 2015 (atteggiamento ancor più grave), quando l’attuale dirigenza ben era a conoscenza della situazione precaria e della decisione del CdS, essa ha continuato colpevolmente a porre a rischio il proprio operato e quello dell’Erario con ulteriori nomine e senza predisporre un piano alternativo di soluzione, una volta acquisito anche il giudizio costituzionale.
3. il sistema adottato, infatti, non ha affatto valorizzato il Personale, ma lo ha diviso e precarizzato, prova ne è la stessa vicenda dei funzionari incaricati di funzioni dirigenziali illegittime i quali, da un giorno all’altro, per precise responsabilità delle Amministrazioni, sono stati retrocessi e privati dello stipendio in godimento; ciò per non parlare del limbo cui sono stati confinati tutti gli altri 60.000 addetti negando loro, intenzionalmente, ogni legittima aspettativa di progresso;
4. il sistema ha mandato in fumo (si vedano gli schemi allegati) oltre 1.200 posti dirigenziali a causa degli annullamenti dei concorsi disposti dalla Giustizia Amministrativa non per motivi “misteriosi” (come vorrebbe far intendere la direttrice Orlandi con certe sue dichiarazioni alla Stampa e non smentite in questa sede, nonostante una precisa richiesta del Deputato Daniele Pesco), ma per il malcelato intento, contenuto nei bandi, di favorire coloro ai quali erano già stati assegnati incarichi dirigenziali illegittimi;
5. il recupero dell’evasione fiscale è stato assolutamente irrisorio sole se si considera che, a fronte di circa 200 miliardi di euro, l’Agenzia delle Entrate dichiara di recuperarne solo 14 mld che, depurati dall’ammontare della correzione degli errori formali, scendono sotto i 7 mld, appena sufficienti a sostenere il costo dell’intero apparato;
6. sullo scenario dei grandi eventi evasivi, che hanno sconvolto la borsa e l’economia nazionale (dal crack PARMALAT alle Cooperative di Mafia Capitale transitando per il Monte dei Paschi di Siena, l’EXPO e il Mose), l’Agenzia delle Entrate è stata assente;
7. l’Agenzia delle Entrate, affannata a cercare il gettito ma non a sorvegliare la par condicio tributaria, non ha svolto alcuna azione di prevenzione sul fronte del lavoro nero, si ricordino i casi eclatanti di schiavitù a Rosarno e i roghi umani a Prato;
8. la corruzione interna non è stata debellata mentre il binomio Agenzia Entrate – Equitalia è divenuto sinonimo di vessazioni e oppressioni;
9. il cittadino medio ha perduto ogni fiducia nel sistema, prova ne è il collasso subito dalla tax compliance.
10. Il Fisco vive dello stesso male della Politica: una completa alienazione dalla realtà vissuta quotidianamente dai cittadini comuni e dall’evoluzione rapidissima dello scenario economico
Per tutti questi motivi, Giancarlo Barra ha sostenuto che il sistema agenzie costituisce, non solo un ostacolo allo sviluppo di corrette relazioni fra Cittadini e Istituzioni e quindi di progresso, ma comporta un vero e proprio pericolo per l’Ordinamento democratico del nostro Paese.