
del 26 settembre 2006
20 settembre 2006 - Roma, Villa Lubin (CNEL) - Nello
storico scenario del cosiddetto “Parlamentino”
del CNEL si è svolto un seminario dal titolo “Federalismo fiscale e l’attuazione dell’articolo 119 della
Costituzione”. Dopo la prolusione di Michele Gentile, Consigliere del CNEL,
che si è espresso per un “NO al
centralismo spinto (sia statale, sia regionale) ma anche per un NO
all’azzeramento delle Funzioni statali” ha svolto la sua relazione il prof.
Giuseppe Vitaletti, nella sua qualità di Presidente dell’Alta Commissione di studio per la definizione dei meccanismi
strutturali del federalismo fiscale, il quale ha sostenuto che il F.F. si è
caricato di molteplici significati rispetto all’origine, lasciando in disparte gli
approfondimenti tecnici mentre il campo degli strumenti che consentirebbero la
realizzazione del F.F. è molto ristretto. È in atto, ha sostenuto il predetto
relatore, un tentativo di chiusura del F.F., non solo per il mancato raccordo
fra la gestione delle spese e quella delle entrate ma per una endemica mancanza
di relazioni fra le varie branche dell’Amministrazione pubblica. “Ancora oggi esistono - ha detto il
prof. Vitaletti - pezzi di Tesoro che non
colloquiano con pezzi di Finanze”. L’on. Linda Lanzillotta, Ministro degli
Affari Regionali, ha spiegato che nella precedente legislatura il F.F. si è
fermato sostanzialmente per due motivi: 1 - blocco delle iniziative per
abbassare la pressione fiscale; 2 - rincorsa alla “devolution”. Ora, però, il Titolo V è stabilizzato da ben due
pronunce referendarie ma il senso del F.F. rischia di smarrirsi. Eppure il
federalismo va considerato come un elemento che valorizza le autonomie e perciò
destinato ad aumentare i servizi diminuendo i costi. Un discorso a parte va
fatto per il Catasto il quale non deve essere considerato uno strumento di
aumento del gettito; la sua gestione, ha proseguito il Ministro, deve comunque
rimanere in una dimensione di competenza del Governo. Per l’ANCI ha parlato il
Sindaco di Ancona Fabio Sturani, Vice Presidente nazionale con delega ai
problemi dell'immigrazione e alla finanza locale. Anche questo relatore ha
sostenuto che il Titolo V non è stato attuato; Sturani si è dichiarato
favorevole ad una concezione di federalismo solidale, che mantenendo
l’unitarietà dello Stato Italiano, giunga ad una correzione delle attuali
sperequazioni presenti nel Territorio. SI, inoltre, alle semplificazioni
istituzionali e NO alla proliferazione di nuove istituzioni (alludeva alle
province), mentre i Sindaci debbono essere incoraggiati a creare aggregazioni
di Comuni. Sull’ICI il Sindaco di Ancona ha chiarito che non può essere
considerata in alcun modo una forma di federalismo mentre per essa propone una
forma di progressività da gestire autonomamente dai Comuni. Dopo gli ulteriori
interventi dell’on. Luigi Casero, vicepresidente della V Commissione permanente
della C.D. (bilancio, tesoro e programmazione), e dei rappresentanti di CGIL,
CSL e UIL, per la CONFEDIR ha parlato Giancarlo Barra, nella sua qualità di
componente della Segreteria Confederale. Barra, prima di tutto ha sostenuto che
il termine stesso di “Federalismo
fiscale” è improprio, casomai si dovrebbe parlare di “Fisco Federale”, in una visione unitaria dove lo Stato mantiene
una funzione di forte coordinamento, controllo, assistenza, sostegno e raccordo
in un albo professionale dei funzionari e dirigenti regionali addetti alle
finanze, mentre le Regioni sono titolari piene della potestà tributaria (imposizione,
accertamento e riscossione). Solo in questo modo le Regioni diverrebbero adulte
raccordando i due elementi di gestione delle spese e delle entrate. Una parola
a parte è stata spesa da Barra sul Catasto il quale, invece, deve rimanere
nella piena gestione dello Stato, fatte salve tutte quelle iniziative di
collegamento con i Comuni e apertura di sportelli avanzati in ogni possibile
sede. Questa situazione, secondo Barra, è già in una forma di avanzato sviluppo
da parte dell’Agenzia del Territorio. l’esponente CONFEDIR ha poi consegnato all’Ufficio
di Segreteria del Seminario una serie di atti che sono stati pubblicati sul
sito www.dirpubblica.it -
Note.
Decreto Legislativo 18/02/2000, n. 56 - Disposizioni in materia di federalismo fiscale, a norma dell'articolo 10
della L. 13 maggio 1999, n. 133 (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 marzo
2000, n. 62).
L. 13-5-1999 n. 133 - Disposizioni in
materia di perequazione, razionalizzazione e federalismo fiscale (Pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 17 maggio 1999, n. 113, S.O.).
Alta Commissione di studio per la definizione dei
meccanismi strutturali del federalismo fiscale (ACoFF), istituita con la legge finanziaria 2003 per l’attuazione dell’articolo
119 del titolo V della Costituzione, laddove si prevede l'autonomia finanziaria
di Regioni, Province e Comuni.
Linda Lanzillotta (Cassano allo
Ionio, Cosenza 7 settembre 1948) è una donna politica italiana. Laureata in
lettere, docente universitario, fin da giovane si occupò di economia e politica
e dal 1970 al 1982 fu funzionaria del Ministero del Bilancio e della
programmazione economica. Dopo un'esperienza alla Camera dei Deputati, in cui
diresse per alcuni anni la commissione Bilancio, ebbe l'incarico di assessore
alla programmazione finanziaria del comune di Roma, che mantenne dal 1993 al
1999. Capogabinetto del Ministero del Tesoro dal 1999 al 2000, durante il
secondo governo Amato fu segretario generale della Presidenza del Consiglio dei
ministri. Presidente del gruppo Glocus, ha aderito alla Margherita ed al
termine delle elezioni politiche del 2006 venne eletta deputato. Fa parte del
secondo governo Prodi in qualità di Ministero degli Affari Regionali, incarico
che mantiene dal 17 maggio del 2006.