La "Mezza Pagina" della Dirpubblica

del 2 Agosto 2006

“Contratto integrativo dell’agenzia delle entrate, un pericolo per tutte le Amministrazioni Pubbliche. Pubblichiamo l’appello del Segretario Generale alla Categoria”.

A tutti i colleghi delle Pubbliche Amministrazioni e delle 

Agenzie, dirigenti e non dirigenti, “privatizzati e non privatizzati”.

 

            Carissimi Colleghi,

            il processo di privatizzazione stretta, la progressiva scomparsa della pubblicità delle funzioni, la perdita dei valori fondamentali contemplati negli articoli 97 e 98 della Costituzione, lo smantellamento della Pubblica Amministrazione procede ininterrotto e passa attraverso la progressiva cancellazione del nostro ruolo di pubblici impiegati “..al servizio esclusivo della Nazione”, l’azzeramento della professionalità dei funzionari (sia quelle iniziali, sia quelle acquisite attraverso lo svolgimento del lavoro), l’asservimento della funzione dirigenziale. È questo un processo che, se non viene arrestato, troverà completamento in tutte la branche della Pubblica Amministrazione, intesa nel suo significato più esteso, ivi compresa la magistratura.

            Tali perverse finalità vengono sperimentate, senza soluzione di continuità dal 1991 ad oggi, nella fiscalità: dal soppresso Ministero delle Finanze alle strutture para-private delle Agenzie Fiscali. Fra queste si distingue ed “eccelle” l’Agenzia delle Entrate. Eppure non esiste un settore più delicato e sensibile di quello fiscale, il quale meriterebbe un’attenzione particolare, considerati i compiti che dovrebbe svolgere a favore della collettività e delle negatività che è capace di far ricadere nel contesto sociale (come di fatto si verifica) se non ben regolato e attentamente disciplinato. Questo settore (ex Ministero delle Finanze - Agenzie Fiscali) è stato ed è il banco di prova della “devoluzione” delle pubbliche funzioni dagli Enti ordinamentali previsti dalla Costituzione alle nuove figure para-private, bramose di profitti, conseguiti non attraverso l’esercizio di una vera attività mercantile ma sottratti, di fatto, dalle risorse dello Stato, con vari e complicati artifici. Dove sono stati concepiti, infatti, i famigerati “corsi di riqualificazione”, più volte dichiarati incostituzionali dalla Consulta? Dove è stata sperimentata la più brutale forma di “spoils-system” di massa, immediatamente dopo il suo esordio?

            Oggi viene aggiunto un ulteriore e micidiale tassello: il contratto integrativo dell’Agenzia delle Entrate. In quest’atto, ora predisposto nella sua forma di “ipotesi contrattuale”, è, fra l’altro, contenuta in forma esplicita, la “vocazione” di essere “..il banco di prova del modello Agenzia che ha come obiettivo il superamento di logiche burocratiche autoreferenziali e l’affermazione di un nuovo paradigma di amministrazione pubblica il cui scopo è corrispondere sempre meglio ai bisogni e alla domanda di servizi della collettività” (vedi il 1° comma dell’articolo 13, a pagina 14). Inutile dirlo, ma è un documento che concentra la sua “attenzione” all’area “C” e che ignora completamente la vicedirigenza. All’azzeramento delle posizioni giuridiche (vedi tabella a pagina 30), magari conseguite con anni d’attività, non corrisponde alcun vincolo vero per l’Amministrazione: tutti “tosati” e al “servizio del padrone”. E sono queste le condizioni per procedere al recupero dell’evasione fiscale? Il documento è stato sottoscritto da CGIL/FP, CISL/FPS, UIL/PA, CONFSAL/UNSA, FLP e FEDERAZIONE/INTESA, eccezion fatta per RDB/PI. Tale documento, pubblicato su www.dirpubblica.it, lo sottopongo all’attenzione di Voi tutti in quanto, lo ripeto, interessa tutti.

            La Federazione DIRPUBBLICA, come al solito, non rimarrà inerte; in tale settore, infatti, essa è il solo Sindacato che (senza sedere al tavolo e senza distacchi e permessi sindacali) si è opposto fermamente alla nascita delle Agenzie Fiscali (conseguendo il tradimento della Federazione di cui, all’epoca, faceva parte), ha ottenuto ben due sentenze della Corte Costituzionale avverso i “corsi di riqualificazione” (la n. 1/1999 e la n. 194/2002), ha difeso i colleghi dirigenti dallo “spoils-system”. Ma tutto questo non può essere sufficiente se non è accompagnato da una reazione importante, consapevole e diffusa della Categoria e da un significativo sostegno alla DIRPUBBLICA che ha ben dimostrato di essere in grado di saper lottare per la difesa del ruolo del pubblico impiego.

            Mi appello, quindi, alla Vostra sensibilità e al Vostro orgoglio di servitori della Nazione, che oggi è ancor di più offeso e mortificato e Vi chiedo di ribaltare la situazione e di consentirci di sedere al tavolo delle trattative. È un fatto, questo, che dipende SOLO da Voi.

            Con affetto.

           

Roma, 2 agosto 2006.

                                                                                  Giancarlo Barra, Segretario Generale della                                                                                        Federazione CONFEDIR/DIRPUBBLICA.