
del 17 Giugno 2006
Sintesi dell’incontro fra il Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione e le Confederazioni Sindacali maggiormente rappresentative.
Il 14 giugno 2006 il Ministro Nicolais ha convocato le Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative nel pubblico impiego. Il suo esordio è stato brevissimo, considerata la volontà di dare spazio alle diverse posizioni dei sindacati. Il ministro, prima di tutto ha accennato al nuovo nome del ministero che comprende Funzione Pubblica e Innovazioni, fatto da interpretare quale preciso messaggio politico. Una pubblica amministrazione efficiente, ha detto il ministro, non può prescindere dall’innovazione, ma ha anche voluto precisare: “…al centro di tutto deve essere posto l’uomo, ma esso deve essere supportato dalle più moderne tecnologie…”. Per questo è necessario rilanciare tutta la P.A. “…reingegnerizzandola…” per impostare, così, un rapporto nuovo ed attuale con il cittadino. Dopo di che il ministro ha pregato le Confederazioni di esporre le proprie posizioni.
Si può affermare che i problemi dominanti siano stati quelli dei tempi biblici occorrenti per i rinnovi contrattuali e dell’enorme massa dei precari. Un milione di soggetti, secondo RDB, fatto che le consente di affermare “…una P.A. che basa la sua funzione sui precari è una P.A. destinata alla sconfitta..” – Altro problema sollevato è stato quello dell’eccessiva esternalizzazione delle funzioni per le quali la C.G.I.L. ha chiesto la sospensione con il ripristino delle funzioni proprie della P.A., citando, in particolare, i tagli nei servizi ispettivi, cui ha fatto seguito la citazione di RDB sullo “scandalo” di una società privata che gestisce il casellario giudiziario.
Sono stati citati, inoltre, numerosi dati di cui riportiamo i più interessanti, riguardanti la gestione del precedente esecutivo:
88 direttori generali in più nel Ministero dell’Economia e delle Finanze (C.G.I.L.);
145.000 consulenze di cui 13 da 1 milione di euro l’una (U.I.L. e C.G.I.L.);
Perdita del 18% del potere d’acquisto per il lavoro dipendente, secondo l’EURISPESS (RDB). (Cosa dire se l’indagine si circoscrivesse al solo lavoro dipendente pubblico?).
Sono stati trattati, poi, (brevemente) alcuni temi cari a DIRPUBBLICA, come:
“investire nella P.A.” (U.I.L., CONFSAL e RDB);
“il problema non è solo il contratto, ma cosa si scrive in esso” (RDB);
“bisogna valorizzare le diverse professionalità mortificate da una mancanza sistematica di progressione in carriera” (RDB);
“la questione elettorale -RSU - è fondamentale e non può essere lasciata in mano alla contrattazione sindacale (in altre parole: servono capisaldi legislativi)” (RDB).
Ed infine, il sistema delle relazioni sindacali gestite da un soggetto “..istituzionalmente incapace …” come l’ARAN, non può continuare (U.S.A.E.); si voleva la parità fra pubblico e privato, si è raggiunto, invece, una assoluta disparità ai danni del pubblico (U.I.L. e CONFSAL); otto aree dirigenziali di contrattazione sono inammissibili (CIDA).
La posizione della CONFEDIR è stata quella contenuta nel comunicato stampa diffuso durante la notte fra il 14 e il 15 giugno che DIRPUBBLICA ha riprodotto in LA MEZZA PAGINA del 15 giugno. In primo luogo la nostra confederazione è stata l’unica entità a chiedere la realizzazione intergale della vicedirigenza completando il procedimento di equiparazione. La questione, inoltre, è stata posta in modo tale da considerare la vicedirigenza un canale di collegamento indispensabile alla dirigenza. Per quest’ultima CONFEDIR ha chiesto che sia “rivisto, completato ed aggiornato” il processo legislativo ancora in corso (dal 1993) e garantita la posizione terza e imparziale del dirigente pubblico.
Non c’è male come quadro complessivo della situazione, a molti dei relatori verrebbe da dire “..cosa avete fatto”! Il problema ora è come affrontare una situazione disastrosa sotto ogni punto di vista. Il ministro, però, è ottimista e chiude la riunione con la seguente dichiarazione: “Io ritengo che il pubblico impiego sia al centro dello sviluppo del Paese” (ripetendolo due volte).