
7 aprile 2006
Alla vigilia delle elezioni politiche DIRPUBBLICA desidera riepilogare i punti essenziali delle proprie rivendicazioni che saranno presentate al nuovo Governo che s’insedierà dopo la consultazione elettorale.
CONTRORIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE in modo che siano assolutamente rispettati gli articoli 97 e 98 della Costituzione; a tal fine verrà perfezionato il progetto “Statuto delle Pubbliche Funzioni” presentato al Congresso di Pescara del 16-17 e 18 dicembre 2005.
DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO DEL SISTEMA AGENZIALE, con il “rimpatrio” delle strutture “agensificate” in organi della P.A., assoggettati al Controllo dello Stato-Ordinamento. DIRPUBBLICA, quindi, chiederà la chiusura differenziata delle Agenzie Fiscali senza, per questo, ricostituire la vecchia struttura del Ministero delle Finanze, istituendo, però, a livello regionale, nell’Ufficio Territoriale di Governo del Capoluogo, una Sezione Sovrintendente alle amministrazioni ed agli enti delle finanze dello Stato e della fiscalità.
DEMOCRAZIA NELL’ORDINAMENTO SINDACALE ed applicazione dell’articolo 39 della Costituzione. DIRPUBBLICA, attraverso lo “Statuto delle Pubbliche Funzioni” chiederà che siano garantite a tutte le OO.SS. le libertà di base (diritto all’informazione, diritto di convocare i colleghi in Assemblea, diritto alla bacheca) e che i tavoli di lavoro della contrattazione integrativa e di quella locale siano composti differentemente da quelli nazionali, sulla base della realtà sindacale dei diversi livelli di trattativa.
CARRIERE, VICEDIRIGENZA (o meglio “Predirigenza”), AUTONOMIA DELLA DIRIGENZA PUBBLICA. Si tratta della famosa trilogia della DIRPUBBLICA, ovvero la “chiave di volta” essenziale al “Buon Andamento” dell’apparato statale; essa, al di sopra delle leggi, dei decreti e dei contratti, è un diffusore di forze sull’unica componente viva e sensibile della costruzione giuridica: l’Uomo. Quindi: possibilità di progresso giuridico ed economico per tutti i pubblici impiegati (non solo funzionari e dirigenti), predeterminabile, possibile e severa; vicedirigenza concepita come stazione intermedia per il percorso dalle qualifiche inferiori alla dirigenza, base di sosta per la costruzione della personalità dirigenziale; costituzione di un organo elettivo (il Consiglio Nazionale della Dirigenza Pubblica), baluardo d’autorevolezza di tutto il Pubblico Impiego, gestore della disciplina dirigenziale e “compensatore” delle facoltà di scelta dell’autorità politica sull’alta dirigenza statale. In particolare, per ciò che concerne la vicedirigenza, DIRPUBBLICA considera improcrastinabile la perfetta equiparazione fra le posizioni giuridiche dei Ministeri a quelle attuali delle Università, degli Enti di Ricerca, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di tutte le Agenzie Fiscali.
INVESTIMENTI DI CAPITALI NELLA P.A. per garantire la “formazione” con la costituzione di un coordinamento fra le diverse scuole d’amministrazione e la nascita di un ateneo d’alta formazione amministrativa; ripresa delle assunzioni e apertura di uno sportello nelle Università italiane per indurre le giovani leve ad intraprendere la carriera amministrativa nello Stato. Il tutto per rendere grande, autorevole e competitiva la P.A. italiana.