
Del 4 Ottobre
2004
Tre buone ragioni per presentare una
lista DIRPUBBLICA per le R.S.U. nel pubblico
impiego.
La politica sindacale della
DIRPUBBLICA poggia su tre
pilastri. Il primo pilastro è rappresentato dalla riapertura delle carriere. Ogni pubblico
impiegato, di ogni ordine e grado, ha diritto ad avere
davanti a se una strada su cui andare avanti, difficile e impegnativa quanto si
vuole ma moralmente possibile. Fra gli automatismi del passato e l’ingessatura
del presente, bisogna porre un sistema dinamico di progresso, che sia prestabilito ma affidato alla volontà di aggiornarsi
professionalmente, all’iniziativa di assumere nuovi incarichi, alla possibilità
di ricevere un vantaggio personale e concreto a seguito di uno spostamento di
sede di lavoro. La riapertura delle carriere è l’antitesi ai corsi di
riqualificazione: nessuno ha mai dichiarato incostituzionali le carriere, i
corsi di riqualificazione lo sono stati per ben due volte; fare carriera è un
onore, essere dei riqualificati è una vergogna (perché presuppone un precedente
da squalificati). In un sistema ordinato e dinamico, di sviluppo professionale e
di carriera, la vicedirigenza (o predirigenza)
costituisce il secondo pilastro. Nella concezione
DIRPUBBLICA la vicedirigenza (o predirigenza) è
l’area dei pubblici funzionari non ancora dirigenti, alla quale si accede dall’interno, progredendo in carriera, o
dall’esterno, per pubblico concorso. È questa, quindi, una stazione intermedia per chi è già impiegato; è la porta
d’ingresso nella Pubblica Amministrazione per i giovani che provengono dalle Accademie e dalle Università ma non basta: è questa la
zona ove si forma il dirigente pubblico! In altre parole il vicedirigente è un dirigente in pectore, è un personaggio
che si abilita ad essere dirigente. Nulla a che vedere, quindi, con la vicedirigenza governativa, malfatta e inapplicata, lontana dal concetto predirigenzale ma simile ad un “ruolo ad esaurimento” (un
altro vocabolo sgraziato, che mortifica e offende il pubblico impiego). La vicedirigenza (o predirigenza)
qualifica la dirigenza. Non più soggetti che a 50 anni di
età hanno ripetuto gli esami universitari, non più “esperti” esterni
introdotti nell’ordinamento dirigenziale affinché realizzino un profitto in
cambio di favori politici, non più “vassalli” nominati per imposizione del
“principe” ma persone autorevoli
e imparziali, giunte con le loro gambe alla dignità dirigenziale, dopo la
necessaria formazione predirigenziale. Identificata in
tal modo la dirigenza si rende necessaria la costituzione di un organismo di autogoverno, il Consiglio Nazionale della Dirigenza
Pubblica; è questo il terzo pilastro. Tra le varie assegnazioni
attribuibili a questo ipotetico organismo, c’è quella
di predisporre la base ove il potere politico (quello sano) possa esercitare le proprie scelte. Le più
alte cariche dirigenziali debbono essere individuate
fra chi ha un’altissima formazione pubblica, è capace di autogovernarsi, è imparziale e appartiene alla Nazione. Si,
quindi, alle scelte politiche ma no alle varie edizioni di “spoils-system”, che tradotto dall’inglese significa: “lottizzazione, clientelismo politico”. Contro la
riqualificazione, contro il ruolo ad esaurimento, contro lo spoils-system, DIRPUBBLICA
stabilisce la riapertura delle carriere, la predirigenza e il Consiglio Nazionale della Dirigenza
pubblica.
Presentate in ogni
ufficio una lista DIRPUBBLICA. Per darvi una bandiera, per darvi un
riferimento, per darvi un’alternativa, abbiamo
rinunciato a permessi e distacchi sindacali affinché
DIRPUBBLICA fosse libera e priva da ogni
condizionamento, per il bene di tutti i colleghi, per i nuovi assunti e gli
anziani, per i funzionari e i non funzionari, per i dirigenti e i non dirigenti.
Diffidate dagli affiliati che vi propongono un
sindacato diverso dal loro: essi hanno rinunciato al loro ruolo, in cambio di
permessi e distacchi e per sedere muti dal tavolo della contrattazione. Presentate in ogni ufficio una lista
DIRPUBBLICA.
Roma, 3 ottobre 2004
La Segreteria Generale