
del 19 maggio 2004
La strada che conduce all’inferno è
lastricata di buone intenzioni.
Learco
Saporito, sul quotidiano “Italia Oggi” continua a proclamarsi contrario
alla
privatizzazione del rapporto di lavoro del dirigente pubblico, gliene
diamo
atto, ma il Governo di cui fa parte, non ha fatto altro che consolidare
la
situazione prodotta dai Governi di centro sinistra, tradendo il proprio
elettorato. Ed infatti,
ItaliaOggi
- Pubblica
Amministrazione - Numero 115,
pag. 37 del 14/5/2004 -
Saporito:
basta con lo spoils system
Basta
con lo spoils system, torniamo
all'inamovibilità dei dirigenti statali. Basta anche con i
contratti di stampo
privatistico, meglio una legge uguale per tutti per disciplinare il
rapporto di
lavoro tra dirigente e amministrazione. L'inversione a U, dopo
l'esperienza
della legge Bassanini e della Frattini, è di Learco Saporito,
sottosegretario
alla funzione pubblica. È necessario garantire l'autonomia del
manager pubblico
rispetto al potere politico, e lo si può fare solo eliminando la
possibilità da
parte del ministro di turno di revocare gli incarichi'.
Domanda.
Allora siete d'accordo con il
centro-sinistra, che vi ha accusato di aver fatto un repulisti dei
dirigenti di
fede non gradita...
Risposta.
È bene ricordare che lo spoils system
è stato introdotto dal precedente governo e che la legge n.
145/2002 ha solo
sanato alcuni aspetti. Ma i correttivi introdotti si sono dimostrati
insoddisfacenti. È necessario, per rispettare i vincoli
costituzionali e venire
incontro alle esigenze della categoria, fare un passo indietro.
D.
Quali
vincoli e quali esigenze?
R.
Il
dirigente statale deve agire nell'interesse
della nazione e per farlo è necessario tenere distinto il potere
politico dalla
gestione amministrativa. L'esperienza fatta dimostra che è
difficile farlo
quando il governo può revocare gli incarichi con una conseguente
mortificazione
e incertezza nella categoria.
D.
Ma
non c'è già un disegno di legge del
ministro della funzione pubblica, Luigi Mazzella, che limita il potere
di
revoca alle figure di stretta collaborazione del ministro?
R.
Sì,
ma il progetto per il momento è fermo.
Tanto vale ripensare all'intera architettura e avere il coraggio di
fare un
passo indietro.
D.
Cioè
ritornare a una disciplina pubblicistica?
R.
Esattamente. Sono sempre stato contrario alla
privatizzazione della dirigenza pubblica. Meglio una legge uguale per
tutti,
anche per disciplinare gli aspetti economici del rapporto di lavoro.
L’ Ufficio Stampa