fine giornata è la rubrica con la quale il segretario generale dirpubblica (già dirstat-finanze) colloquia periodicamente con i colleghi e i simpatizzanti del sindacato, che hanno ritenuto iscriversi alla sua “mailing-list” personale, descrivendo e commentando fatti e novità raccolti nell’arco di un determinato periodo o, appunto, a … “fine giornata”. 

Lunedì 2 febbraio 2004

(il precedente è di domenica 11 gennaio 2004)

 

Carissimi colleghi,

con il nostro notiziario “DIRPUBBLICA NEWS”, n. 1/2004 del 21 gennaio 2004, a pag. 4 (vedi n. 1), avevamo denunciato la mancanza di controlli sulla Parmalat da parte della Direzione Regionale delle Entrate dell’Emilia Romagna dell’ex Ministero delle Finanze chiamando anche in causa le attuali direzioni, quella Regionale e quella Centrale dell’Accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Le notizie stampa ci hanno dato e continuano a darci ragione. Sul nostro periodico “LA MEZZA PAGINA” del 27 gennaio, riportavamo uno stralcio di un articolo apparso su “IL GIORNALE” del 24 gennaio (vedi n. 2) dove si evince chiaramente che il PM Francesco Greco deve essersi posto gli stessi nostri interrogativi ma conferme più precise ci vengono dal quotidiano “LA REPUBBLICA” di cui trascriviamo, qui di seguito, la parte di un articolo del 27 gennaio. Successivamente abbiamo avuto altre conferme da “IL CORRIERE DELLA SERA”, “LIBERO” e nuovamente “LA REPUBBLICA” di domenica mattina, che non riproduciamo perché non ce n’è bisogno. La riflessione da fare è che siamo stati usati; dovevamo essere esattamente come siamo affinché si realizzassero le peggiori truffe, in forma organizzata e diffusa, della storia repubblicana: da Tangentopoli a Parmalat. In questa ottica dobbiamo leggere tutti i fatti che si sono realizzati nel pubblico impiego: lo scempio dell’ordinamento, il massacro della dirigenza, i corsi di riqualificazione, le reggenze arbitrarie ecc.. ecc.. fino all’ultima ipotesi contrattuale per il comparto agenzie fiscali.

 

 

Da LA REPUBBLICA di martedì 27 gennaio 2004, pag. 3.

Articolo di Marco Mensurati:

“Tanzi pilotava la Finanza per evitare le ispezioni”. Tonna: una talpa addetta a rimescolare le pratiche.

 

MILANO – Il capitolo del verbale s’intitola “Rapporti con la Guardia di Finanza”. Le parole sono di Fausto Tonna, ex direttore finanziario di Parmalat, il custode di quasi tutti i segreti.

…OMISSIS…

 I controlli erano annunciati: “ho saputo sia nel 2002 sia nel 2003 che la Guardia di Finanza di Bologna sarebbe dovuta venire a fare una verifica”. L’affermazione suscita non poco interesse nel magistrato, che con la testa fa cenno di continuare.

…OMISSIS…

“Nella primavera del 2002 Calisto Tanzi mi disse che era prevista una verifica sulla Parmalat. Mi chiese se era meglio farla venire subito o più avanti. Io gli risposi che era meglio se questa veniva fatta da luglio in avanti perché nei primi quattro cinque mesi dell’anno, a causa dei bilanci da chiudere, il lavoro è maggiore in azienda”. La cosa secondo il racconto di Tonna muore lì. Quella verifica annunciata finisce nel dimenticatoio. “Durante l’anno non seppi più nulla. L’anno dopo, nel 2003, mi venne fatta la stessa domanda da Tanzi. La mia risposta fu la stessa”.

…OMISSIS…

“So che durante l’estate del 2003 avvenne una comunicazione di controllo sulla Parmalat finanziaria, dalla Guardia di Finanza o forse dall’Agenzia delle Entrate. Mi venne anche riferito da Del Soldato (Luciano Del Soldato, numero due di Tonna, ndr) che per un controllo da farsi per il 2002 la Parmalat era la prima nella lista delle aziende da controllare”. E proprio su questa lista e sui movimenti che Tanzi era capace di svilupparci attorno Tonna rivela un aneddoto significativo: “Mi venne anche riferito da Del Soldato che un certo Minoli, che mi diceva di essere suo amico, avrebbe potuto rimescolare la pratica della Parmalat mettendola sotto le altre”. A questo punto Tonna si ferma. E allora arriva inevitabile la domanda del pm: è mai venuto a conoscenza di episodi di corruzione o pagamenti di finanzieri o funzionari dell’agenzia delle entrate? La risposta è secca: “Io non sono a conoscenza di dazioni di denaro per evitare il controllo. Considerando le parole di tanzi è a lui che dovete chiedere”. Dello stesso argomento aveva parlato poche ore prima il contabile Gianfranco Bocchi. Che poi era stato il primo degli indagati a puntare l’indice sui controlli: “(…) E’ stato Del Soldato a tranquillizzarmi dicendomi che non mi dovevo preoccupare per i controlli in quanto in Parmalat non sarebbe venuto nessuno. Mi ha detto che erano pagati senza specificare a chi facevano riferimento (…). Non mi ha mai parlato di Guardia di Finanza. L’ultima verifica verso Parmalat spa è stata effettuata nel 1992. Non so riferire su altre società del gruppo. La verifica dell’Agenzia delle Entrate è stata effettuata nel 2003 e ha accertato una posizione irregolare poi condonata (…). Ricordo che tre o quattro anni fa Tonna ha subito una perquisizione in seguito alla quale gli hanno sigillato gli armadi. Penso che l’attività sia stata effettuata da un organo di polizia di Trieste”. La deposizione di Tonna, ovviamente, non si chiude qui.

 

N. 1

  

 

 

N. 2

 

Da IL GIORNALE di sabato 24 gennaio 2004, pagina 3;

IL FATTO: Le Fiamme Gialle bussano a Bankitalia

 I controlli delle Entrate. A rileggere gli ultimi appuntamenti del Pm Francesco Greco si intravedono ulteriori sviluppi investigativi. Come la visita informale che il Pm di Milano ha ricevuto giovedì mattina da Luigi Magistro, già colonnello della Guardia di Finanza e ora responsabile dell’audit dell’agenzia generale delle entrate. Ufficialmente si è trattato di un cortese scambio di saluti; ma forse serviva anche per uno scambio di informazioni su una delle branche dello Stato preposta al controllo. Anche l’agenzia, infatti, dovrebbe verificare certi conti di colossi come Parmalat”.

 


 

Contratto Agenzie Fiscali

 

Con questo CCNL del Comparto Agenzie Fiscali, letto frettolosamente e senza cercare di capire quanto è scritto “tra le righe”, i lavoratori subiscono non solo un danno economico, per altro prevedibile, rebus sic stantibus, ma anche un danno morale. Infatti con la “riclassificazione” del personale in Aree “ogni dipendente  è tenuto a svolgere tutte le mansioni considerate equivalenti all’interno della medesima area”…(art. 17), salvo essere pagato differentemente…, in contrasto con quanto sancito dalla Carta Costituzionale agli artt. 36 I c. e 37, I c. Per altro viene sancito che i soggetti titolari della contrattazione integrativa saranno sempre le organizzazioni sindacali firmatarie di questo CCNL, indipendentemente da un eventuale, e non improbabile, ipotesi di non avere più la capacità di rappresentare i lavoratori del comparto per il ritiro delle iscrizioni. Infine non solo la Vicedirigenza va in “soffitta”, ma si autorizzano le Agenzia a creare delle posizioni organizzative e professionali, in base ai singoli ordinamenti e alle “proprie esigenze”, previo consenso dei soggetti sindacali firmatari del su citato CCNL. Vale la pena poi di far notare che queste posizioni, “comportanti elevata responsabilità e alta professionalità” (chi avrà l’onore di stabilire chi ha queste qualità?!?!?), saranno in parte remunerati con i soldi di i lavoratori: quelli del FUA. Per concludere: è l’inizio della fine! Da oggi si è in balia non solo di una dirigenza sempre più ricattabile e ricattata ma anche di quei Sindacati, che, sino ad ora, hanno saputo rappresentare sempre e soltanto i propri interessi.

 

Ma ecco un parere contrario, quello del Capo del Personale dell’Agenzia delle Entrate, dott. Girolamo Pastorello.

“Venerdì scorso, quando sembrava che la situazione dovesse ormai precipitare, è ripresa all’ARAN la trattativa sul primo contratto nazionale delle Agenzie fiscali, che si è conclusa positivamente a tarda notte.

L’accordo contiene significativi benefici economici per il nostro personale: un incremento di quasi 120 euro mensili e un’indennità di agenzia, che, nella misura raggiunta, rende finalmente tangibile quel principio di perequazione già enunciato in una legge di quasi 15 anni fa, ma che solo oggi - con la realtà delle agenzie e con il primo contratto di agenzia - diventa concreto. E insieme a tutto questo sono state gettate le fondamenta di un nuovo ordinamento professionale, profondamente originale rispetto a quelli più diffusi nel mondo delle amministrazioni pubbliche. La novità sta nel fatto che, una volta definite per ampie linee le mansioni di un’area, l’accento viene posto sul come si dimostra progressivamente di saperle esercitare. E alla progressiva crescita di abilità professionale nel proprio mestiere dovrà corrispondere lo sviluppo economico.

E’ un’innovazione che trae materia e giustificazione non da astratte teorie ma dalla lucida analisi della realtà quotidiana dei processi lavorativi nei nostri uffici, caratterizzati da una rapida evoluzione di tecnologie e di modelli organizzativi, incompatibile con rigidi mansionari e con stratificazioni parcellizzate di compiti. Il principio base del nuovo ordinamento professionale consente finalmente di dare coerente soluzione giuridica al problema della riqualificazione che interessa migliaia di nostri colleghi. Al di là però della soluzione di questo problema – pur così rilevante - le conseguenze connesse all’introduzione di quel principio sono più generali e in prospettiva includono anche, se non si vuole essere incoerenti, la messa a punto e la condivisione di strumenti innovativi di valorizzazione delle capacità e dei meriti. Con una disposizione apposita – quella relativa alle posizioni organizzative e professionali - un segnale importante è stato anche dato, già nell’immediato, sul versante del riconoscimento e della valutazione delle alte professionalità. Dove si aprono significative opportunità, è del tutto comprensibile, e direi pure giustificato, che altri scorgano, specie all’inizio, rischi e pericoli, e ciò spiega come mai nel nuovo ordinamento, accanto a elementi basilari di autentica novità, vi siano anche aspetti di segno diverso. Ma sempre questa è la dinamica reale dei processi di cambiamento. L’importante è che una strada sia stata aperta.

Come si è arrivati alla firma del CCNL? Nella dialettica dei ruoli, che giustifica e anzi rende necessaria la diversità delle posizioni, il senso di responsabilità del sindacato ha consentito di superare momenti critici di mediazione e di sintesi. Il nostro personale ha rivendicato attivamente i propri diritti, e se non sono certo mancate tensioni ed asprezze, è stato anche per tutti un momento fondamentale di riflessione sul senso del proprio lavoro in una delle istituzioni più importanti del nostro Paese. Non è retorico perciò pensare che l’Agenzia esca rinsaldata da questa difficile prova, e giusta è stata dunque la determinazione con cui essa, movendosi sempre rigorosamente nei confini delle proprie competenze, ha ritenuto di dover rappresentare la causa del proprio personale nelle sedi istituzionalmente competenti, trovando alla fine - pur nei condizionamenti imposti dai vincoli delle compatibilità generali - sensibile attenzione e risposte appropriate.

Quando, diversi anni fa, cominciò a delinearsi il modello organizzativo dell’Agenzia delle Entrate, non pochi dissero che si trattava di un’operazione di élite, imposta al nostro personale che la subiva contro voglia e che avrebbe avuto, presto o tardi, motivo di dolersi di ciò che si andava faticosamente costruendo. I contenuti economici e ordinamentali del CCNL – sottoscritto da tutte le rappresentanze sindacali (circostanza, questa, pressoché inedita per un contratto del pubblico impiego) – fanno giustizia di quei dubbi e di quelle perplessità. Il coraggio e l’innovazione alla fine premiano e dovremmo tutti ricordarcene ora che dobbiamo passare all’attuazione del nuovo CCNL.

L’Agenzia delle Entrate esiste da tre anni. I risultati confermano che il Paese ha tratto convenienza dall’avere al proprio servizio la nostra Agenzia. Bisognava ora dare dimostrazione al nostro personale che ha tratto convenienza dall’essere al servizio dell’Agenzia delle Entrate. Per quanto possibile, questa dimostrazione è stata data.

Nei prossimi giorni e nei prossimi mesi dovranno seguire analisi assai più puntuali del contratto nei suoi diversi aspetti. Ma c’è un tempo per ogni cosa ed oggi, dopo una lunga attesa e non pochi disagi, possiamo tirare un sospiro di sollievo e guardare avanti con fiducia e legittima soddisfazione.

Girolamo Pastorello”.

  

 

Altre notizie

 

INCARICHI DIRIGENZIALI NELL’AGENZIA DELLE DOGANE – L’Agenzia delle Dogane, con nota del 21 gennaio 2004, indirizzata a tutte le proprie strutture centrali e periferiche, ha fatto presente che l’attribuzione dalle posizioni dirigenziali in “temporanea reggenza” (sic!), operate ai sensi dell’art. 26 del regolamento di amministrazione, nella formulazione della norma medesima, è stata consentita fino al 31 dicembre 2003. In attesa dell’emanazione del Nuovo Regolamento (continua il comunicato delle Dogane) e della conseguente attivazione dalla prevista procedura selettiva, il Comitato Direttivo ha approvato, in data 2 dicembre 2003, una modifica ai citato art. 26 al fine di prolungare di due anni la possibilità di applicazione della suddetta norma. Allo stato attuale, quindi, non è più possibile attribuire incarichi di “temporanea reggenza” (sic!), dovendosi provvedere alla copertura di posizioni dirigenziali vacanti con il conferimento d’incarichi provvisori ad interim a personale con qualifica dirigenziale. (Come si comporteranno, ora, quei direttori regionali dell’Agenzia delle dogane che hanno attivato le procedure d’interpello e le hanno in corso? – Ndr).

 

LA VICEDIRIGENZA NEL COMPARTO UNIVERSITA’ – Cgil, Cisl e Uil, con un nota del 24 settembre 2003, indirizzata all’ARAN, hanno presentato la piattaforma per il CCNL Università 2002/2005. Al paragrafo 3, destinato all’ordinamento, testualmente si legge: “Occorre partire, ancora una volta, dal confronto con altri comparti di contrattazione per rilevare due dati di fatto – 1 La quasi totalità delle figure professionali ora collocate in categoria EP (Elevate Professionalità – ex IX livello) trovano riscontro, altrove in comparto dirigenziali. Il Comparto Sanità ha le aree dirigenziali medica e sanitaria non medica; i bibliotecari, altrove, hanno la dirigenza; la legge 145/02 colloca ora in apposita area dirigenziale i ricercatori e tecnologi degli EPR ed i professionisti degli enti pubblici non economici. In considerazione di questo, abbiamo rafforzato la convinzione che l’intera odierna categoria EP vada collocata in un’area di livello dirigenziale. Il che non significa trasportare tutti gli attuali EP nella dirigenza (ruolo apposito, i cui numeri di organico non possono che essere stabiliti dagli Atenei ed a cui si accede esclusivamente attraverso i meccanismi previsti dal D.Lgs 165/01 e successive modificazioni); significa creare, in apposita area dirigenziale, una sorta di serbatoio (Predirigenza) dal quale le Amministrazioni potranno attingere per conferire incarichi di funzioni dirigenziali tecniche, scientifiche, mediche, sanitarie, bibliotecarie, amministrative. 2 L’istituzione di una separata area dirigenziale e il transito in essa degli EP potrebbe favorire la collocazione in Vicedirigenza degli attuali D (funzionari ex VIII livello), ai sensi della legge 145/2002, che prevede l’istituzione della vicedirigenza nel comparto ministeri: sarebbe facilitata un’azione politica sul Governo per ottenere, nel quadriennio 2006-2009, che i decreti interministeriali emanati in applicazione della stessa legge 145 collochino la vicedirigenza, nel comparto, al livello della categoria D (ex VIII livello)”. Lo SNALS, aderente alla Confsal, invece, con un notiziario speciale, dedicato all’università, del 21 ottobre 2003, si limita alla vicedirigenza. A pag. 5 del suddetto documento, infatti, si legge: “Per quanto attiene al settore amministrativo, particolare attenzione va posta per il personale che svolge le funzioni di Vicedirigenza, nonché ad altre funzioni connesse a particolari responsabilità. Occorre formulare proposte in ordine alla verifica della disciplina dell’area della vice dirigenza e di quella dei professionisti, ai sensi del protocollo d’intesa siglato nel febbraio 2002, tra Governo ed Organizzazioni Sindacali. La realizzazione di tali proposte avverrà con decorrenza economica 01/01/2004”.

 

L’INDENNITA’ DI BILINGUISMO A FAVORE DEI DIRIGENTI DELLO STATO IN SERVIZIO NELLA VALLE D’AOSTA E NEL TRENTINO ALTO ADIGE - Con una nota del 16 gennaio 2004, il Dipartimento dell’Amministrazione Generale del Personale e dei Servizi del Tesoro si è rivolto al Dipartimento della Funzione Pubblica, per affrontare il problema , sollevato da DIRPUBBLICA, dell’avvenuta interruzione dell’indennità di bilinguismo nelle regioni Valle D’Aosta e Trentino – Alto Adige. Il sindacato, infatti, era insorto contro il parere della Funzione Pubblica che faceva rientrare detta indennità nella disciplina dell’onnicomprensività del trattamento economico dei dirigenti; parere contrastante all’ipotesi d’accordo sottoscritta all’ARAN il 7/12/2002, per il Personale dell’area 1, che invece ne prevede la corresponsione con carattere di continuità. Il testo della nota verrà pubblicato su www.dirpubblica.com

 

Direttamente da Palazzo Chigi

 

LA RIFORMA DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO - L'Aula della Camera dei Deputati, nella seduta del 20 gennaio scorso, ha definitivamente approvato la proposta di legge sul riordino del Corpo forestale. Il provvedimento stabilisce che il Corpo forestale rimanga un organismo unitario dello Stato e non sia suddiviso tra le Regioni. La competenza rimane dunque al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, anche se l'organizzazione e l'organico sono distinti da quelli del Ministero, fatta salva la dipendenza funzionale dal Ministro dell'Interno per le questioni inerenti l'ordine pubblico, la pubblica sicurezza, il pubblico soccorso e la protezione civile.

 

RIORDINO DEL CONI E ANNO EUROPEO PER L'EDUCAZIONE ATTRAVERSO LO SPORT - L'attività sportiva è essenziale alla formazione fisica e morale dell'individuo e parte integrante dell'educazione e della cultura nazionale. Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) si occupa di sostanziare questo principio, in particolare, curando l'organizzazione ed il potenziamento dello sport nazionale e la preparazione degli atleti e l'approntamento dei mezzi idonei per le Olimpiadi e per tutte le manifestazioni sportive nazionali ed internazionali finalizzate alla preparazione olimpica. Il Governo, nella seduta del 23 dicembre 2003, ha approvato il decreto legislativo che modifica la disciplina che regola il funzionamento del CONI, riaffermandone la tradizionale fisionomia di Confederazione di Federazioni sportive pur mantenendo, e per taluni aspetti accentuando, la natura privatistica dell’Ente tesa a consentire un migliore espletamento delle funzioni gestionali ed organizzative