FINE GIORNATA E' LA RUBRICA CON LA QUALE IL SEGRETARIO GENERALE DIRPUBBLICA (GIÀ DIRSTAT-FINANZE) INFORMA PERIODICAMENTE I COLLEGHI CHE HANNO RITENUTO ISCRIVERSI ALLA SUA MAILING LIST PERSONALE, DELLE ULTIME NOVITÀ RACCOLTE DOPO UN PERIODO DI ATTIVITÀ O, APPUNTO, A FINE GIORNATA.
(il precedente è di venerdì 19 dicembre 2003)
Carissimi Colleghi,
prima degli auguri desidero intrattenerVi con qualche breve considerazione. Prima di tutto la questione dei colleghi della Ragioneria, promossi per un giorno da C2 a C3. Abbiamo detto abbastanza sulla sprovvedutezza dell’operazione e sull’inopportunità di una fuga in avanti mentre è in discussione il delicatissimo problema della vicedirigenza. Non è certo il caso d’infierire. La riflessione verte, invece, sulla disattenzione, sull’impreparazione, sull’inavvedutezza e sulla cattiva coscienza degli attuali politici, soprattutto per ciò che concerne il pubblico impiego. Sarebbe stato sufficiente un briciolo d’intelligenza per comprendere che l’operazione non avrebbe mai potuto risolvere il problema e che ne avrebbe scatenato degli altri ma tanto chi se ne importa se da tutta questa faccenda il pubblico impiego resta beffato e ulteriormente diviso. Non so con certezza se il “patron” dell’operazione sia il sottosegretario ARMOSINO ma se così fosse, dopo quello che è successo, ella dovrebbe dimettersi e se accerterò la sua responsabilità le chiederò ufficialmente di farlo. Non vogliamo le “leggine”ma non tolleriamo le beffe ai danni di nessuno di noi, a qualsiasi qualifica appartenga (penso che il modo con il quale abbiamo gestito le sentenze della Corte Costituzionale, possa confermare quanto sto dicendo). E’ chiaro che se a gennaio non si aprirà uno spiraglio sulla vicedirigenza, dovremo scendere in piazza.
Oggi sul Corriere della Sera i sindacati confederali, per convincere i colleghi delle agenzie fiscali a partecipare agli scioperi programmati per il prossimo gennaio, tentano l’arma della discordia, ricordando loro il divario esistente fra le retribuzioni dei dirigenti e quelli dei livelli. Lingue biforcute! Gli stipendi dei dirigenti sono stati attribuiti con il contratto siglato dalla triplice ed i maggiori compensi sono stati ripagati con l’assoluta precarietà del rapporto di lavoro. E poi, perché sollevare questo problema quando la proposta economica della triplice non è sufficiente nemmeno a restringere del 15% la “forbice”che loro stessi denunciano. La verità è un’altra che pensano di avere a che fare con degli sprovveduti, prima hanno ridotto in brandelli il pubblico impiego e poi chiamano allo sciopero. I prossimi scioperi saranno solo per la vicedirigenza.
La vicenda PARMALAT è inquietante non solo per le dimensioni del crack ma anche perché ci fa presumere che i politici conservino nel cassetto notizie di vari reati per poi utilizzarli per battaglie politiche. E’ noto, infatti, il dissidio attuale fra Tremonti e Bankitalia. Questa è ancora la dimostrazione che il privato non assistito dal pubblico fa solo disastri; che le società di revisione non garantiscono un bel nulla, che la CONSOB dovrebbe restituire le proprie attribuzioni ai funzionari del Tesoro. Quello che è successo è assenza di pubblica amministrazione. Ma se fossimo stati noi a procurare questo disastro che sarebbe accaduto? Ricordate la vicenda delle palline della lotteria di capodanno di qualche anno fa il cui cattivo funzionamento fu utilizzato da Visco per attuare le sue programmate epurazioni e ancor di più premere l’acceleratore sulla fine del Ministero delle Finanze? Vi allego alcuni nostri comunicati di allora.
SCENDIAMO IN POLITICA E MANDIAMO A CASA AVVOCATI, PROFESSORI, INDUSTRIALI E COMMERCIANTI. QUESTO E' IL MIO AUGURIO PER IL 2004.
In questi due giorni (29 e 30) abbiamo avuto incontri con i vertici della CIDA, buone le relazioni e possibili le intese politiche.
ED ORA A TUTTI
BUON 2004
ItaliaOggi (Imposte e Tasse)
Numero 194, pag. 19 del 19/8/1997
Antonio Silvio Fusco addetto stampa Dirstat finanze
Tutta la pagina in formato pdf
Lettera.
Dirstat: sostituzioni o epurazioni?
In merito alle imminenti rotazioni nei vertici centrali e periferici del ministero delle finanze (ItaliaOggi del 15 agosto), la Dirstat finanze, sindacato dei direttivi e dei dirigenti di questo ministero, osserva che, oggi come ieri, ogni trasferimento deve essere ispirato a criteri di trasparenza e di garanzia per i soggetti interessati. Già ai tempi delle prime direttive sull'argomento, diffuse tra il 1994 e il 1995 rispettivamente dai ministri Tremonti e Fantozzi, il sindacato prese posizione per evitare che tale ´piano' fosse a costo zero per l'amministrazione: andavano riconosciute specifiche indennità e progressioni di carriera per i trasferiti. Almeno sotto il primo profilo, tali richieste si sono concretizzate in disposizioni contenute nella Finanziaria per l'anno 1996 che hanno incentivato economicamente i soggetti interessati. Sul piano della trasparenza delle procedure, la strada appare ancora molto lunga. Già a inizio anno le sostituzioni di alti dirigenti, con la motivazione che le palline della lotteria non giravano in una specie di lavatrice, sono apparse vere e proprie epurazioni. Sono stati avvicendati i direttori regionali di Emilia Romagna e Umbria avvisando eventuali altri interessati a cose già fatte.
Il sindacato è dovuto ricorrere al Tar per contestare le nomine di 11 responsabili dei nuovi uffici unici delle entrate, avvenute, tra l'altro, preferendo funzionari della IX qualifica rispetto a dirigenti superiori e, come nel caso dei direttori regionali, senza appurare eventuali disponibilità da parte di altri funzionari con titolo maggiori. E il Tar del Lazio in data 30/7/97 ha sospeso l'efficacia di tali nomine rilevando un'innegabile attendibilità dei motivi del ricorso. Eppure, appena qualche giorno dopo, uno dei direttori in questione ha sentito l'impellente necessità di comunicare urbi et orbi l'apertura di uno di questi uffici, con l'implicito quanto arrogante messaggio del tipo ´Dio me l'ha dato, guai a chi me lo tocca!'. Con questi precedenti, è naturale che la Dirstat finanze starà con gli occhi bene aperti in merito alle ventilate riassegnazioni di ben 14 direzioni regionali delle entrate.
Il ministro Visco ha l'occasione, mettendo gli uomini più capaci ai posti giusti, di dare un primo, chiaro segnale nei confronti di chi sostiene (vedansi le annuali e inascoltate denunce del Secit e della Corte dei conti e gli immancabili balletti ferragostani sulle cifre dell'evasione) che l'amministrazione finanziaria imbarca acqua da tutte le parti.
Antonio Silvio Fusco addetto stampa Dirstat finanze
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ItaliaOggi (Diritto & Fisco)
Numero 010, pag. 17 del 14/1/1997
Finanze, il sindacato boccia Visco
Si apre un nuovo fronte di scontro tra il sindacato unitario dei funzionari direttivi e dei dirigenti del ministero delle finanze e il titolare del medesimo dicastero. La Dirstat finanze, infatti, non ha digerito le dichiarazioni del ministro Vincenzo Visco, in merito alla vicenda dell'estrazione della lotteria. Secondo il sindacato, il ministro avrebbe testualmente affermato che ´se non sono capaci di verificare se le palline erano fuori o dentro l'urna, figuriamoci com'è possibile la lotta all'evasione'. Queste dichiarazioni, denuncia un comunicato della Dirstat finanze, ´sono assolutamente inaccettabili, in quanto offendono un'intera categoria di lavoratori'. Poi, il sindacato rincara la dose. ´Si accertino le effettive responsabilità e le omissioni verificatesi nell'episodio specifico del 6 gennaio, ma soprattutto non si getti discredito su tutta un'amministrazione se poi manca la volontà di rifondarla'. La beffa della befana è solo l'ultimo episodio che contrappone sindacato e ministro. Qualche mese fa, Visco definì il personale delle finanze ´passacarte', ma la Dirstat replica, accusando che nella Finanziaria manca qualsiasi provvedimento migliorativo sullo status giuridico-economico del personale delle finanze.