
N.11 del 21/09/2003
LE LACRIME DEL COCCODRILLO
Un sindacato autonomo, maggiormente rappresentativo nel Comparto Agenzie Fiscali, comunica di non aver firmato l’accordo del 1° agosto 2003, sulla nuova versione, riveduta e corretta dei passaggi tra e dentro le aree. Il nuovo accordo, infatti, non realizza le aspettative del Personale né mantiene fede agli accordi dell’anno precedente, quelli “salvariqualificazione” che nell’arco di 6 mesi (dal 18 luglio 2002, sic…sic…) avrebbe dovuto condurre ad un nuovo ordinamento del Personale. Ed inoltre, il predetto Sindacato, sostiene che i nuovi strumenti di passaggio interno non sono scevri da vizi che potrebbero condurli all’annullamento da parte dell’Autorità Giudiziaria, con grave danno per il Personale. Mah? Forse sarebbe stato meglio non firmare allora ed affrontare la situazione insieme a forze sane e amiche, presenti nello stesso comparto. Anche perché, detto sindacato, si era impegnato già dal 2000 sulla riapertura delle carriere per tutti i colleghi e le sentenze della Corte Costituzionale avrebbero costituito uno strumento formidabile per realizzare tale scopo.
Quale futuro per le Dogane?
In questi tempi di allargamento dell’Europa, in cui quindi il ruolo delle Dogane si va “ridefinendo” appare importante il compito di chi, svolgendo funzioni dirigenziali, è chiamato a concorrere al ridisegno dell’Ente cui apparteniamo.
Se ci chiediamo, tuttavia, quali sono i criteri in base ai quali viene scelto il personale che svolge funzioni dirigenziali, è facile restare perplessi.
In mancanza di una disciplina che regolamenti il conferimento di incarichi dirigenziali (sul modello della proposta di vicedirigenza che da anni Dirpubblica cerca di portare avanti) è chiaro che ci si dirige verso “l’arbitrio”, verso le simpatie familiari, personali, sindacali, politiche, mascherate dietro imperscrutabili ragioni di natura prettamente fiduciaria e pertanto assolutamente insindacabili nel merito, come viene precisato anche nelle domande di interpello. La problematica è aggravata dal fatto che poi, nei concorsi per la Dirigenza, l’aver svolto funzioni dirigenziali è considerato titolo di precedenza.
Può così accadere che sarebbe chiamato a risolvere i problemi degli Uffici e, ancora più importante, a concorrere alla costruzione del futuro delle Dogane, chi è invece preoccupato principalmente a costruire quell’arcano “rapporto di natura fiduciaria” che pare essere l’unico strumento per concreti avanzamenti di carriera, nel blocco delle procedure concorsuali consacrato dai sindacati confederali con buona pace dell’articolo 97 della Costituzione.
Non può non essere segnalato il forte malcontento dei dipendenti pubblici di fronte alle notizie che li vedono ancora una volta penalizzati nelle misure di risanamento finanziario che si vogliono varare.
Il malcontento è ancor più grave quando si consideri che, in buona sostanza, tutto si risolve nel colpire la massa dei lavoratori, lasciando sempre indenni settori che godono di autentici privilegi. Per quanto riguarda i lavoratori delle pubbliche amministrazioni, si tratta di soggetti cui deve essere finalmente portato il rispetto che meritano per il loro sacrificio al servizio del Paese.
Ed è per tali ragioni che il mio sindacato ha inteso prendere le posizioni espresse su uno spazio pubblicitario del “Corriere della Sera” del 4 settembre 2003, cui seguiranno altre iniziative, nel caso di disattenzione delle autorità politiche. Si allega l’inserto pubblicitario qui citato.
Giancarlo Barra – Segretario Generale DIRPUBBLICA.