n.10 del 30.08.2003

  

La maledizione delle Agenzie Fiscali.

Girolamo Pastorello, il Capo del Personale dell’Agenzia delle Entrate, risponde su “Supporters”, la “e-letter” riservata al referente della comunicazione interna dell’Agenzia delle Entrate ad una nota con 937 firme di colleghi che si lamentano del fatto di non vedere ancora il contratto delle agenzie che, secondo la propaganda del 2000, avrebbe dovuto comportare stipendi d’oro e carriere di platino. Sensibile a questo “spontaneo grido d’allarme”, risponde Pastorello con una lunga lettera con la quale rimprovera gli increduli e invita alla pazienza perché l’Eldorado è vicino. L’alto esponente dell’Agenzia delle Entrate cita addirittura l’episodio degli ebrei che nel deserto, non vedendo ancora la terra promessa, rimpiangono le pentole piene di carne che gli assicuravano gli egiziani. E’ il libro dell’Esodo e l’episodio è quello che precede la manna, quale sollievo ad un popolo eletto ma stanco, affamato e scettico. Pastorello, però, prudentemente precisa: l’ex ministero delle finanze non è l’Egitto, ciò che abbiamo lasciato non è una pentola piena di carne e l’Agenzia non è la Terra Promessa. Segue la conferma: il contratto ci sarà, gli aumenti stipendiali anche e le professionalità verranno premiate. Asteniamoci dalle profezie e dimentichiamo anche ciò che Pastorello, agli inizi dell’estate ha detto durante una riunione di dirigenti, alla direzione regionale delle entrate di Milano e giudichiamo dai fatti. Un anno fa, precisamente il 18 luglio 2002, per arginare l’ondata di piena provocata dalla sentenza n. 194 del 2002, fu sottoscritto un “accordino” in base al quale, nell’arco di 6 mesi, si sarebbe dovuto varare un nuovo ordinamento del Personale. Il 1° agosto 2003, invece, si stipula la nuova versione, riveduta e corretta dei passaggi tra e dentro le aree (sic!) e ovviamente, nessun nuovo ordinamento. E la dirigenza? Stiamo vedendo come l’Agenzia sceglie i propri “managers”, sulla base di criteri soggettivi, parziali, ingiusti e illegittimi. Sulla base di questi presupposti, di tali fatti sintomatici, che previsioni possono svilupparsi? Come sarà il nuovo che incombe? Tutto il Personale verrà scelto con gli stessi criteri e procederà o arretrerà a seconda dell’obbedienza di cui si dimostrerà capace (alla faccia del pubblico servizio e della legalità).  Allora, non il Libro dell’Esodo bisogna citare ma il 2° Libro delle cronache, quello che narra della caduta di Gerusalemme e della deportazione a Babilonia (dove la Città Santa sta a simboleggiare l’ordinamento pubblico e Babilonia quello agenziale) e ciò che si preannuncia non è l’Eldorado ma il Paese dei Balocchi (o degli allocchi) dove sono pronte orecchie e code di somaro.