N° 9 del 22.08.2003

Da Nola una lezione di libertà.

Giovedì 7 agosto, si è tenuta presso l’Ufficio delle Entrate di Nola quell’assemblea sindacale che per ottenerla siamo stati costretti a ricorrere al Giudice del Lavoro. Si è trattato di una riunione della quale più se ne parla e più emergono valori e significati. Oltre alla situazione locale, ahimé diffusa in molte zone d’Italia (un ufficio ubicato in un capannone industriale riadattato in “fretta e furia”, all’uscita dell’autostrada, raggiungibile solo con l’automobile; un dirigente, allievo della peggiore scuola “privatistica”  esistente nell’Agenzia delle Entrate, che si vanta di aver raggiunto il primato in Italia dei “prodotti” ottenuti e che per questo continua a “frustare i cavalli” nel fatuo convincimento d’essere e di continuar ad essere “il migliore”), i fatti di Nola hanno posto in rilievo qual’é il grado di libertà sindacale esistente, oggi, in Italia. A fronte di una Costituzione che chiede ai sindacati il solo requisito della democraticità dei propri statuti, a fronte di un progetto di Convenzione Europea che propone di riconoscere i medesimi diritti sia alle grandi e millenarie religioni sia alle sette, in Italia un sindacato non omologato, libero dai vincoli gerarchici delle Confederazioni non ha diritto alla bacheca, non ha diritto di convocare i colleghi in assemblea, non ha diritto di essere informato, non ha diritto ai permessi e ai distacchi sindacali, non ha diritto di esistere. Ma la DIRPUBBLICA è fatta di uomini che sanno rinunciare a tutto per la libertà, per sostenere le proprie idee, per poter esercitare senza sottomissioni, il diritto alla critica e le funzioni sindacali. Questo Sindacato, ancora una volta, ha sconfitto con la propria barchetta le corazzate delle confederazioni e dell’Amministrazione. Ma un’altra lezione proviene da Nola, che deve servire da monito per tutta la struttura sindacale: la fiducia nel Sindacato, il coraggio e l’impegno costante, il gioco di squadra, sono gli ingredienti che hanno consentito a DIRPUBBLICA, “non maggiormente rappresentativa” secondo le attuali leggi, di piantare la propria bandiera nell’Ufficio di Nola dell’Agenzia delle Entrate e quindi di poter servire i propri colleghi e la categoria, esercitando “armi in pugno” le proprie funzioni sindacali. Grazie, quindi a Carmela Napolitano (R.S.U. e Segretario della Sezione Entrate di Nola), a Giuseppe Bastolla (Segretario Provinciale DIRPUBBLICA di Napoli), a Teresa Stellato (Segretario Regionale DIRPUBBLICA per la Campania) e non da ultimo all’avvocato Carmine Medici, a Nola come a Lissa, si può scrivere che: “navi di legno comandate da uomini di ferro hanno sconfitto navi di ferro comandate da uomini di legno”