
N.5 del 26/07/2003
AGENZIA DELLE ENTRATE: ANCORA NOMINE AD LIBITUM, MA TUTTO TACE.
Nell’Agenzia delle Entrate non vengono più banditi i concorsi per la dirigenza, i “manager” vengono scelti “sul campo” senza procedure obiettive. L’ultimo concorso bandito è quello da 300 posti del 26 settembre 2001, annullato dal TAR Lazio, su ricorso della DIRPUBBLICA, il 20 febbraio 2002 (sentenza n. 200201601). L’Agenzia delle Entrate rinuncia a procedure concorsuali inattaccabili e promuove i dirigenti sul campo. Su questo tema, lo scorso 8 luglio il Segretario Generale di DIRPUBBLICA aveva inviato un telegramma al Ministro e al Sottosegretario di Stato per la Funzione Pubblica, segnalando l’ennesimo caso di “by-pass” della procedura d’interpello, verificatosi in Campania con l’assegnazione di 5 incarichi dirigenziali a funzionari dell’area C. Analoga segnalazione, riguardo agli uffici delle entrate nella provincia di Trento, veniva fatta il 15 luglio. A tutt’oggi non è stata data risposta né assunta alcuna iniziativa da parte degli Organi ministeriali destinatari della protesta. Comincia ad insinuarsi il sospetto che le ripetute violazioni del contestato articolo 24 del Regolamento di Amministrazione non trovino esaustiva ragione soltanto nell’incapacità gestionale di qualche Direttore Centrale, Regionale o Provinciale, ma realizzino le fasi di un piano concertato, che vuole un’Agenzia delle Entrate lanciata al galoppo verso una totale libertà d’azione, chiamata “privatizzazione”. Il disordine nella gestione del Personale e della dirigenza, è il rovescio della medaglia che la propaganda dell’Agenzia delle Entrate tiene ben nascosto. Resta il fatto che, all’attualità, le nomine senza concorso e perfino senza interpello costituiscono un’offesa alla dignità delle istituzioni preposte al prelievo fiscale ed un danno all’imparzialità dell’azione amministrativa. Eppure, la versione preparatoria della Costituzione Europea, considera l’imparzialità amministrativa come un diritto soggettivo in capo ad ogni cittadino dell'Unione.