
N.4 del 15/07/2003
Sale il dispotismo nell’Agenzia delle Entrate.
L’Agenzia delle Entrate è un problema per l’Ordinamento, un cattivo esempio per tutta la Pubblica Amministrazione, essa rappresenta la punta avanzata di quel tipo di processo chiamato privatizzazione, che nella realtà è destinato a devolvere “pezzi di Stato” a poteri economici privati.
· A Napoli come a Trento i reggenti vengono nominati anche al di fuori delle, già di per se illegittime, procedure d’interpello. Cinque sono i casi nel capoluogo campano ed uno nella provincia autonoma di Trento. Del resto, durante una recente riunione di reggenti, l’Agenzia aveva fatto sapere che non avrebbe più bandito concorsi per la dirigenza e che i propri manager li avrebbe scelti a propria discrezione, individualmente. Il sindacato, che non accetta tutto questo, si è rivolto al Ministro della Funzione Pubblica, con telegramma del 08/07/2003, chiedendogli di far conoscere la propria posizione. Fra breve verranno avviate ulteriori misure in merito alle quali, dopo la loro attuazione, seguiranno le più approfondite informazioni.
· Non solo in questo modo, però, si manifesta la tirannide dell’Agenzia delle Entrate: durante la precedente settimana, un collega funzionario dell’amministrazione centrale, è stato trasferito “in tronco” all’Ufficio di Civitavecchia, senza preavviso, senza dare avvio al procedimento e ciò che più conta, senza una riga di motivazioni. Il Sindacato ha chiesto l’immediato ritiro dell’atto all’Avv. Raffaele Ferrara, firmatario dell’illegittimo provvedimento.
· Intanto, in data 14 giugno 2003, il Segretario Generale del Sindacato aveva scritto una lettera al Capo di Gabinetto del Ministro Tremonti, Cons. Vincenzo Fortunato, per denunciare la vicenda di alcuni vincitori del concorso a 163 posti che l’Agenzia delle Entrate ha immotivatamente rifiutato “affibiandoli” all’Agenzia del Territorio, che a sua volta, non ha stipulato con essi alcun contratto.
· DIRPUBBLICA ha fatto ricorso in Corte di Cassazione in merito ad uno dei numerosi episodi di revoca degli incarichi dirigenziali, dei quali si erano resi responsabili i precedenti Governi. In base a quanto è dato conoscere, si tratta del primo caso portato innanzi ai Supremi Giudici di Cassazione. Migliori dettagli e approfondimenti saranno dati e svolti con i prossimi notiziari