FINE GIORNATA E' LA RUBRICA CON LA QUALE IL SEGRETARIO GENERALE DIRPUBBLICA (GIÀ DIRSTAT-FINANZE) INFORMA PERIODICAMENTE I COLLEGHI CHE HANNO RITENUTO ISCRIVERSI ALLA SUA MAILING LIST PERSONALE, DELLE ULTIME NOVITÀ RACCOLTE DOPO UN PERIODO DI ATTIVITÀ O, APPUNTO, A FINE GIORNATA.

Il precedente è del giorno 16 marzo 2003.
Cari colleghi,
quest’anno per augurarVi una Buona Pasqua ho scelto un simbolo più consono all’occasione, non gli ovetti, non le pecorelle, non la colomba ma la tromba. Ritengo, infatti, che questa sia la rappresentazione più appropriata dell’evento. Uno squillo di tuba, infatti, precede sempre una buona notizia: è l’annucio del mattino e quindi della luce; è il sollievo della sentinella, la sveglia dei dormienti; la resurrezione dei morti. Come vedete, tale strumento è esattamente confacente sia alla ricorrenza cristiana, sia alla nostra situazione (mi riferisco alla categoria)! Qualcuno di noi, infatti, sta in guardia; qualcuno sta facendo un beato quanto lungo pisolino; qualcun’altro non dico che sia morto ma è come se lo fosse (o peggio, se rema contro). Per tutti, però, ci sono buone possibilità. Quale sarebbe, allora, la buona notizia che dovrebbe incoraggiare gli eretti e incitare i distesi? Bene, nel nostro caso, è il convincimento di essere sulla buona strada sia come sindacato, sia come categoria. E non è poco! Il 9 aprile, durante la riunione all’ARAN, abbiamo avuto la certezza di aver fatto la scelta più appropriata per il Sindacato, quella dell’indipendenza; una decisione che avremmo dovuto intraprendere già con il Congresso del 15 dicembre 2000, al momento dell’uscita dalla DIRSTAT. Purtroppo, allora, il Sindacato era incalzato dagli eventi e stretto dalla scadenza della conta dei dati al 31 dicembre 2000, per cui non ha avuto la necessaria serenità per affrontare la crisi in un modo differente. Oggi abbiamo conseguito una crescita di oltre 100 dirigenti rispetto al dicembre 2000, che ci attribuisce il credito della maggiore rappresentatività. Un fattore che useremo come una leva per proseguire lo sviluppo nell’ambito della predirigenza. Qui, infatti, s’innesta il discorso sulla categoria e sulle sue possibilità di rinascita. La predirigenza (abbandoniamo definitivamente il nome “vicedirigenza” che, per chi l’ha impropriamente usato, e stato un fallimento) è la leva di Galileo per sollevare il mondo, perché nel nostro concetto, essa è il canale di collegamento fra livelli e dirigenza e quindi unisce e non divide (come la vicedirigenza governativa). Per questo il 31 marzo abbiamo proclamato lo Stato di agitazione e per questo il 7 aprile abbiamo tenuto un’assemblea generale del pubblico impiego, dove sono intervenuti colleghi di tutte le qualifiche, appartenenti a diverse amministrazioni: da quelle statali (come le infrastrutture) a quelle degli enti locali (come la Provincia di Roma); un’assemblea partecipata, inoltre, da esponenti della CIDA, della CISAL, della DIRSTAT; frequentata dalla Stampa nonché da osservatori politici e di altre categorie sociali. In quella sede, dalla delusione della vicedirigenza governativa, DIRPUBBLICA ha annunciato l’idea di promuovere la costituzione di un movimento di opinione politica, che ha trovato nella sala consenso e partecipazione. Un relatore, ha dichiarato che “..è difficile costituire subito un partito politico ma è possibile diventare in tempi brevi una forza politica..” - L’idea è ambiziosa, qualcuno la definisce “pericolosa”, altri la considerano “velleitaria” ma oggi, senza un interlocutore politico che sia costituzionalmente sensibile ai nostri problemi non abbiamo vie di scampo. La volta precedente Vi ho mostrato l’articolo su di noi di Livio Magnani, oggi Vi invito a considerare le dichiarazioni di Berlusconi al Lingotto Fiere. Cosa può succedere, quindi, se il nostro progetto fallisce? NULLA. Cosa può succedere se, invece, il nostro progetto si realizza? TUTTO. Ed è su questa differenza che dobbiamo giocare le carte! Alla delusione non deve mai sopraggiungere la disperazione ma l’energia per uscire dalla trappola. Combattiamo finché ci siamo, finché siamo NOI con le nostre idee e con la nostra inviolata onestà.
Un forte abbraccio a Voi tutti.
Giancarlo Barra.