Articolo pubblicato su “Italia Oggi” del 31 Agosto 2001
“NON DEVONO PAGARE I DIRIGENTI PER I DISASTRI DELLA
P.A.”
L’obiettivo della Dirstat Finanze prima e Dirpubblica
poi, è sempre stata una Pubblica Amministrazione che valorizzi la sua componente umana.
La formula per
realizzare tutto ciò è semplice e chiara: un funzionario pubblico
che si assuma le sue responsabilità , il meno
burocratizzato possibile, disponendo di un ampio spettro di autonomia
decisionale, ovviamente nei limiti della legge.
Di questi tre
elementi, continua a realizzarsi solo il primo ( Italia Oggi del 28 Agosto
“Fisco alle sbarre e scorretto, a giudizio contabile). Viene
commentata una sentenza della Commissione Trib.
Regionale del Friuli Venezia Giulia la quale ha previsto che l’inerzia dell’
Ufficio nell’effettuare i rimborsi tributari, oppure la sua insistenza nel
proseguire una lite temeraria , impone l’invio degli atti alla Corte dei Conti,
per l’accertamento di danno erariale in capo al funzionario.
Qui sta il punto : chi è costui ? Già dall’articolo si evince che
l’inadempienza al pagamento del rimborso è imputabile al concessionario della
riscossione. Questo soggetto, su quasi tutto il territorio nazionale è una
banca ( e comunque un soggetto privato) che nulla ha a
che fare con la Pubblica Amministrazione. Esso, a fronte di un appalto e
lautamente compensato dagli aggi dello Stato, provvede a
gestire la Cassa, in entrata ed uscita , nei rapporti Fisco –cittadini. Se il concessionario non si muove, è colpa del funzionario
pubblico?
Ma anche a voler
rimanere all’interno dell’ apparato ( oggi ci sono le
Agenzie ma la semplificazione delle procedure è sempre più una chimera),
chi è il funzionario che andrebbe “alla sbarra” dinanzi alla Corte
dei Conti? In un Ufficio unico delle Entrate , si può scegliere dal
funzionario che istruisce il contenzioso, poi al suo Capo Team, di qui al Capo
Area per arrivare al Capo Ufficio ( Non bisogna dimenticare gli analoghi
passaggi nell’ambito dei team riscossione e di quelli che si occupano dei
rapporti con il Concessionario). Finito qui? Neanche per sogno: l’input a
coltivare un contenzioso già perso in partenza può farsi risalire all’ ufficio Contenzioso della Direzione Regionale e , molto
spesso, al Direttore regionale delle Entrate e, per le controversie più
delicate e con maggior numero di zeri, ai referenti centrali delle Agenzie e
del Ministero dell’ economia.
Non solo, ma a
decorrere dal 1 Gennaio di quest’anno, con la nascita
delle Agenzie , ci sono anche problemi di vil moneta : per salvaguardare i propri bilanci, in attesa
dei futuri maggiori incassi, si procede a più sicuri e presenti risparmi di
spesa, lesinando, tra l’altro, sulle somme per rimborsare le spese di giudizio,
sui giudizi di ottemperanza e così via. La responsabilità, dal semplice
funzionario, ecco che è risalita al Direttore Generale dell’ Agenzia,
con la differenza che il primo guadagna 2, 5 milioni al mese e il secondo
la stessa cifra la percepice in due giorni di lavoro.
Conclusioni : non si proceda più a ristrutturazioni di facciata ma si
perseguano obiettivi coerenti con le forze a disposizione ( vedansi le
terrificanti ondate di avvisi bonari che mettono K.O. gli uffici),
operando una reale semplificazione.
Si sappia che la Dirpubblica, tantissimi funzionari, direttori e dirigenti di Uffici operativi, non sono disponibili a fare da capri
espiatori per i dissesti creati da vertici ammalati di grandeur,
ai quali bisognerebbe iniziare a richiedere di rimborsare tali danni, non solo
davanti alla Corte dei Conti.
Roma , 30 Agosto 2001
Giancarlo Barra
Segretario Generale Dirpubblica