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La Dirstat
Finanze chiede alla Federazione una verifica tecnica riguardante laccordo con la CISAL .
Sul nostro sito
web segnaliamo:
Firmato laccordo
relativo al nuovo ordinamento del personale finanziario
Chiesto al
TAR del Lazio il giudizio di ottemperanza sulle procedure paraconcorsuali per gli incarichi dirigenziali.
Comunicato
stampa del 30.01.2000
La DIRSTAT Finanze, sindacato
unitario dei funzionari direttivi e dei dirigenti dell Amministrazione Finanziaria,
comunica di aver impugnato presso il TAR del Lazio il Decreto del ministero delle Finanze
con cui si è proceduto a rideterminare il numero dei posti da mettere a concorso nelle
qualifiche funzionali sesta, settima ed ottava (cosiddetti corsi di riqualificazione). La
Dirstat Finanze si è trovata costretta per lennesima volta a ricorrere a rimedi
giurisdizionali, avendo rilevata la sostanziale elusione, da parte dei vertici delle
Finanze, spalleggiato dai cosiddetti sindacati storici, del dettame costituzionale
contenuto nella Sentenza n°1\1999 della Corte Costituzionale. Tale sentenza aveva
dichiarato lillegittimità delle norme di cui allart.3, commi 205, 206, e 207
della legge 549\95, istituenti i corsi di riqualificazione nellambito del Ministero
delle Finanze.Ma come detto, lAmministrazione Finanziaria ha solo ed in misura molto
limitata, tenuto conto della strigliata dei Giudici Costituzionali,
limitandosi a prevedere una riserva dei posti esterni nella misura del 30%.
La Dirstat Finanze ricorda che,in
alternativa a tale nefasta procedura,aveva presentato alla Amministrazione Finanziaria un
progetto alternativo di progressione di carriera per tutto il Personale delle Finanze,a
partire dalla Dirigenza,passando per larea direttiva , per comprendere le qualifiche
più basse. Nonostante abbia fin ora ricevuto dinieghi o promesse da marinai, la Dirstat
Finanze rinnova linvito ai vertici delle Finanze ed alle altre organizzazioni
sindacali, al fine di elaborare congiuntamente un vero piano di progressione di carriera
che realmente tenga conto delle professionalità espresse da parte di tutti i
lavoratori,senza passare per quiz astrusi e procedure farraginose che rischiano di
penalizzare proprio i più meritevoli. La Dirstat Finanze, in caso di accoglimento di tale
proposta, dichiara la propria disponibilità ad abbandonare le vie giurisdizionali
attualmente intraprese.
Soprattutto nei confronti delle altre
OO.SS. è pressante tale invito, a condizione che queste riescano ad effettuare un salto
di qualità, dimostrandosi capaci di elaborare progetti alternativi invece che accuse
miserabili e farneticanti come quelle contenute in qualche volantino diffuso in questi
giorni e che come Sindacato,non possiamo che restituire al mittente.
I corsi di riqualificazione per il
personale livellato delle Finanze forse verranno presto definitivamente abbattuti dal
competente TAR adito. Si pone così la parola fine a tutta una serie di accordi di
sottobanco e sottogoverno, che volevano il "passaggio automatico" di personale
verso qualifiche superiori quale "merce di scambio" per lavallo sindacale
della quadruplice alloperazione Agenzie fiscali. Riassumendo (soprattutto per quel
Dirigente Sindacale che preso dallira è vergognosamente intervenuto sull
"argomento riqualificazione", additando la Dirstat come nemico n.1 dei
dipendenti); vogliamo, con pacatezza e serenità danimo, far presente che il nemico
n.1 dei dipendenti del Ministero delle Finanze non è la Dirstat, ma lindifferenza
di quelle parti sociali..
.., di quei lavoratori (oggi defenestrati
..-vedasi
un elevato numero di vincitori al concorso 999 a dirigente-), che pur di avere, negli
anni, qualcosa in cambio personale (il passaggio di livello, qualche poltrona da
dirigente, incarico di reggenza, ecc.), HANNO RINUNCIATO:
· alla richiesta di un progetto organico,
serio, sulle progressioni delle carriere per tutti i dipendenti dalla 1 alla 9 Q,F,
area vicedirigenziale inclusa (accontentandosi delle "riqualificazioni per pochi
eletti, alias raccomandati");
· a contrastare i famosi paletti "regole-non
regole" con discrezionalità bolscevica non motivata: nel provvedimento di
scelta per lassegnazione dellincarico a dirigente -vedi concorso 999-(mancano
i verbali motivati su tutti i confronti curriculari, che ne legittimano la nomina anche in
spoil system);
· al loro diritto, in quanto lavoratori e
sindacato, ad una comune, severa, ma costruttiva opposizione, a difesa dellalta
specificità del settore, in questa delicatissima ed importantissima fase del passaggio
allaziendalizzazione delle finanze: il tutto per qualche manciata di grano che
sazierà i pochi e affamerà i molti (i lavoratori "non eletti" alias non
riqualificati), ecc.;
ORA BASTA!
Il Sindacato Dirstat finanze
(Sindacato maggiormente rappresentativo dei direttivi e dei dirigenti del Ministero delle
Finanze) SI DICHIARA PUBBLICAMENTE PRONTO, DISPONIBILE, AD UN URGENTE INCONTRO,
PATTO SOCIALE, (E ALLO SCIOPERO GENERALE) CON TUTTE LE FORZE SINDACALI PRESENTI NEL
MINISTERO, AL FINE DI UN COMUNE, FORTE, ACCORDO STRATEGICO E DI PROGRAMMA A DIFESA DI
TUTTO IL PERSONALE DEL MINISTERO DELLE FINANZE, DA PORTARE AVANTI, CONGIUNTAMENTE,
COMPATTI, DAVANTI ALLUNICA VERA CONTROPARTE: IL DATORE DI LAVORO, MINISTERO DELLE
FINANZE Ora basta
Tutti i lavoratori del Ministero
sappiano che da parte di Dirstat finanze viene offerta la disponibilità alleventuale
ripensamento dellazione legale, a patto della RICOMPATTAZIONE di tutte le forze dei
lavoratori in un unico fronte sindacale unitario CHE NELLA LORO GIUSTA DIVERSITA SI
PONGANO, a difesa dei diritti, di tutti i diritti, dei dipendenti del Ministero delle
Finanze.
Il sindacato DIRSTAT FINANZE
COMUNICHERA AI LAVORATORI IL PROSEGUO SU QUESTA DISPONIBILITA OFFERTA.
La Cisl finge di ignorare che a dare
ragione alla Dirstat Finanze sulla riqualificazione non sono stati arbitri, giurie
popolari, gruppi di "saggi" o pseudo referendum tra qualche decina di persone,
ma GIUDICI, prima quelli amministrativi e
poi quelli della Corte Costituzionale.Come
ogni persona di buon senso intuisce, non i dirigenti Cisl (per carenza di buon senso e di
cognizioni giuridiche) non si può pensare la Dirstat abbia potuto pilotare o manipolare i
risultati a cui è pervenuta (come invece si è soliti fare altrove). Si è giunti alla
sentenza n° 1/99 perchè il nostro sindacato propugnava sacrosanti diritti.
La nuda e cruda realtà è che quando
si fanno imbrogli di tal fatta, in combutta con l'amministrazione, questi prima o poi (con
la Dirstat prima) vengono a galla. Quando poi, nonostante tutto "diabolicamente"
si persevera sulla strada già acclarata come sbagliata, a danno, in primo luogo, proprio
dei dipendenti, non si può recriminare che una organizzazione sindacale sana e seria come
la nostra, prosegua la sua azione di difesa
dei diritti dei dipendenti tutti e del diritto in generale.
Se la cisl e gli altri sindacati
"amici" sentissero finalmente non i sindacalisti o i "simpatizzanti"
quelli, per intenderci, che traggono vantaggi
concreti dalla loro condizione, ma la base vera, forse inizierebbero a riflettere sul
proprio operato, posto che, sempre maggiore viene dai colleghi, di tutti i profili e
livelli, lo scontento per questi corsi. In tanti hanno ormai compreso l'astrusità di
tutto l'impianto: tutor, autoformazione, supporti multimediali, ecc, belle parole, ma la
sostanza ....
L'idea che si fa ssempre più strada
è che tutto questo serva a far muovere un bel po di quattrini verso chi gestirà e
svolgerà queste attività (a prescindere dai risultati). Soldi che, non va dimenticato, e
la Dirstat Finanze non lo dimenticherà, sono un costo a carico di tutti i dipendenti
dell'amm. fin. anche di quelli esclusi o non
interessati. Chi ripagherà il personale dei
cospicui prelievi, già avvenuti e futuri, dai propri fondi ? Riteniamo che sia il caso di
individuare già ora con chiarezza chi tra sindacalisti, politici e funzionari è
responsabile di detta gestione (protezione civile docet).
In ultimo con riferimento
all'isterico appello ai colleghi direttivi ad allontanarsi dalla Dirstat finanze (alla
Cisl o per arroganza o per ignoranza non sanno cosa sia il comportamento antisindacale)
chiediamo, non alla Cisl ma ai colleghi, ma cosa ha fatto "l'allegra brigata"
cisl, cgil, uil (e salfi) per i direttivi e i dirigenti? Dove sono le azioni portate
avanti, quali i risultati ?
In questo momento l'unico vero
baluardo contro l'Amm. Fin. per lo scempio che sta compiendo, con l'acquiescenza se non
l'avallo della triplice, sulle nomine del concorso a 999 posti di dirigente è la Dirstat.
Ne parla il Procuratore Regionale della Corte dei Conti per la Basilicata, dr.Alberto Avoli, nella sua relazione annuale per il 1999, tenuta a Potenza il 29 gennaio 2000. Ne riportiamo uno stralcio :
.4) Mobilità dei dirigenti. Di recente sono stati
introdotti alcuni principi fortemente innovativi in tema di dirigenza pubblica. Si è, in
sintesi, stabilito che, mentre al vertice politico degli enti competeva la funzione di
programmazione e indirizzo, la gestione esecutiva dei programmi doveva essere affidata
alla responsabilità esclusiva di una rinnovata dirigenza burocratica. Si introdusse
altresì un criterio di generale mobilità dei dirigenti, i quali, pur conservando un
diritto alle funzioni, dovevano ruotare nei vari incarichi, così da accrescere la loro
professionalità ed evitare il consolidarsi di rendite di posizione. La riforma aveva dato
risultati positivi e concreti, soprattutto nel comparto degli enti locali, dove si era
sviluppata la crescita professionale dei vertici amministrativi ed era stata raggiunta la
chiarezza delle attribuzioni funzionali, ripartite fra il livello politico e quello
burocratico. Purtroppo si stanno vanificando i contenuti della riforma. Spinto dal
richiamo alla controversa legittimazione democratica della pubblica amministrazione, il
legislatore delegato ha introdotto il cosiddetto principio del regime fiduciario della
dirigenza. In base ad esso, lassegnazione e la revoca delle funzioni dirigenziali
può derivare da valutazioni talmente discrezionali del vertice politico, da sconfinare
nellarbitrio o nel personalismo. Come sostenuto da autorevoli commentatori, ciò ha
comportato la riappropriazione da parte del livello politico di quella gestione che, in
precedenza, si era voluto espressamente e ragionevolmente sottrargli. I rischi sono
davvero gravi: un ritorno della confusione fra livello di indirizzo e di gestione ;
un appiattimento del dirigente sulle posizioni del politico di turno, dal quale dipende
per status giuridico ed economico, una mancanza di apporti critici alle scelte
direzionali, che potrebbero essere assunte senza una convinta e condivisa copertura
amministrativa. Va dunque riaffermato con forza il principio della validità della
separazione fra le funzioni di indirizzo e di gestione, separazione accompagnata dalla
individuazione di precisi livelli di responsabilità e di autonomia della dirigenza. La
mobilità deve certamente essere incentivata e deve essere collegata a criteri obiettivi,
quali ad esempio quello della temporaneità predeterminata o della rotazione generale
periodica a cadenze sufficientemente lunghe. E ciò in disparte dai casi di rimozione per
inettitudine, negligenza o violazione disciplinare. In ogni caso, la mobilità deve essere
regolata da criteri obiettivi predeterminati e mai lasciata a possibili vessazioni,
intimidazioni o, quanto meno, condizionamenti. I provvedimenti di mobilità vanno sempre
adeguatamente motivati, quale necessario requisito della loro legittimità. Agli organi
politici di vertice deve riconoscersi la possibilità di superare eventuali contrasti con
la dirigenza mediante ladozione di provvedimenti motivati di tipo avocatorio o di
ordinanza vincolante. In Basilicata queste problematiche hanno trovato eco in vicende che
hanno recentemente coinvolto la direzione di importanti uffici dellamministrazione
periferica dello Stato, a dimostrazione della loro attualità e dellurgenza di
idonei approfondimenti per più equilibrate soluzioni regolamentari, accompagnata da un
rinnovato stile comportamentale. Per tutelare il prestigio dellamministrazione
occorre evitare quelle fratture delegittimanti nella continuità della gestione, che
risultano assunte al di fuori di precise logiche di obiettiva applicazione di criteri
improntati al principio di trasparenza
Incontri allAran
Il giorno 12 gennaio 2000 si è svolta allAran la seconda riunione per la costituzione dei nuovi Comparti Presidenza del Consiglio dei Ministri e Agenzie. La delegazione CONFEDIR era composta dal Presidente e dal Segretario Generale Aggiunto della Federazione DIRSTAT, Giampiero Catalini e Giancarlo Barra e dal Segretario Generale Aggiunto della Dirstat-Finanze Saverio Silvagni. La questione si è subito presentata in tutta la sua complessità in quanto, preliminarmente, sarà necessario sciogliere il nodo della rappresentatività relativa ai nuovi comparti. Ciò al fine di individuare le OO.SS. abilitate a negoziare nei due nuovi comparti ; sarà necessario, infatti, scorporare i dati associativi attualmente concentrati nel comparto ministeri per farli confluire in quelli costituendi. Un lavoro che, come detto, non si presenta affatto di facile soluzione in quanto si presuppone di eseguire una scelta in materia di validità o meno dellelezione delle RRSSUU nelle attuali strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed in quella parte del Ministero delle Finanze che confluirà nelle Agenzie. La CONFEDIR ha sostenuto la necessità, sia pure attraverso la formula dellammissione con riserva, di riconoscerle il diritto di partecipare, tramite le proprie associate, al perfezionamento dei vecchi contratti ed alla stipula dei nuovi.