CIRCOLARE AI COLLEGHI N° 16/99 Giovedì 11 Novembre 1999

 

 

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Sommario

Ristrutturazione degli uffici centrali e periferici del dipartimento delle entrate

Esame congiunto sull'assegnazione degli incarichi dirigenziali

Resoconto della Segreteria Generale

Ginnasio

Ruolo unico

Contratto della dirigenza

Notizie

La DIRSTAT ha organizzato per il giorno 25 p.v., a Roma in via di Ripetta n.231 una Conferenza organizzativa e programmatica che ha per tema:

«LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE TRA RIFORME ANNUNCIATE E RIFORME MANCATE»

I dirigenti «fuori corso»

Per alcuni si è dirigenti dello Stato anche perché si possa servire meglio potere e clientele. Pagati per essere al servizio della Nazione, li ritroviamo sudditi felici e contenti della manipolazione di regole e comportamenti che nulla hanno a che vedere con i doveri del proprio ufficio. La Dirstat Finanze, associazione rappresentativa essa stessa dei direttivi e dei dirigenti del Ministero delle Finanze, più volte chiamata in causa, non ha mai lesinato critiche verso questi «papaveri» della burocrazia, attenti a coltivare il proprio orticello piuttosto che a prodigarsi per il bene comune. E’ storia di sempre, ripeterci diventa anche noioso, ma nel nostro quotidiano è sempre presente l’idea – forza di un’amministrazione finanziaria diversa, efficiente ed europea, se certi fatti non accadessero.

L’apertura degli uffici delle Entrate, ad esempio, ha messo in moto un sistema di affidamento di posti di funzione dirigenziale che suscita i comportamenti più indegni, come quello di raccomandarsi una posizione. Allora il possesso di certe «credenziali» si impone come criterio distintivo. Per fortuna non è così per tutti. Ci sono anche colleghi prescelti che possono , invece, vantare un elevato valore professionale e che avrebbero avuto tutto l’interesse a ricevere una nomina secondo regole di assoluta trasparenza e legalità. Essi stessi restano coinvolti in un sistema che certamente non hanno voluto. In buona sostanza, senza le previste procedure paraconcorsuali, sembra avviata la stagione dei dirigenti «fuori corso».

La stampa, il 18 settembre scorso, riportava la notizia della nomina di taluni dirigenti a direttori regionali. Questi, sulla base di tale indiscrezione giornalistica, avrebbero chiesto ai direttori regionali ancora in carica di potere organizzare incontri e riunioni con i funzionari, vincitori del concorso a 999 posti, oltre che con i dirigenti già in servizio. Altri hanno richiesto curriculum agli interessati, da consegnare preferibilmente di persona. Pur nell’assenza di regole, siamo in presenza di iniziative che lasciano esterrefatti.

Da questi accadimenti una sensazione su tutte sembra quella di far capire subito il rapporto di estrema sudditanza (da qualcuno spacciato per spoils system) che intercorrerà tra il dirigente generale e quelli di seconda fascia. Altro che al servizio della Nazione, di costituzionale memoria.

RIUNIONI AL MINISTERO

Ristrutturazione degli uffici centrali e periferici del dipartimento delle entrate

Il giorno 21 u.s., presso la Direzione Centrale degli AA.GG. E del personale del Dipartimento delle Entrate, il Direttore Generale dr. Massimo Romano ed Il Direttore Centrale ing. Antonio Fenu hanno illustrato alle OO.SS. la proposta della nuova ristrutturazione degli uffici centrali e periferici del Dipartimento, in attesa dell’imminente avvio delle agenzie fiscali.

La riorganizzazione del dipartimento andrebbe in vigore già dal 1° gennaio prossimo e, mentre non comporterebbe nessun licenziamento del personale, determinerebbe una riduzione dei posti di funzione dirigenziale.

Tutte le OO.SS., pur se con qualche distinguo, hanno espresso un giudizio sostanzialmente positivo. La nostra delegazione , pur apprezzando l’iniziativa, ha fatto rilevare che il nuovo riassetto degli uffici avviene in un momento in cui ancora non risulta ultimata la riforma del 1991. Inoltre è stato evidenziato la non chiara legittimazione del proponente ad adottare atti di organizzazione di uffici e di qualifiche già regolamentate in sede legislativa ed oggetto di contrattazione (si pensi all’area dirigenziale). Infine, le sorti del personale non hanno trovato , nella proposta riorganizzativa, alcuno spazio e tutela , essendone rimandata l’utilizzo a successive determinazioni.

La Dirstat-Finanze ha chiesto al direttore Generale del Dipartimento delle Entrate, Massimo Romano l’esame congiunto sulla questione del riordino del Dipartimento delle Entrate che, come è noto, avverrà con decreto direttoriale.

Esame congiunto sull'assegnazione degli incarichi dirigenziali

Il giorno 25 ottobre, alle ore 10.20 ha avuto inizio presso la Direzione Generale degli Affari Generali e del Personale l'esame congiunto sull'assegnazione degli incarichi dirigenziali richiesto dalle OO.SS. presenti al tavolo dell'informativa del 13 ottobre. Come si ricorderà la Dirstat-Finanze aveva abbandonato i lavori per non ascoltare più posizioni dell'Amministrazione offensive per la dignità del personale finanziario oltre che illegittime costituzionalmente. La riunione, questa volta presieduta dal direttore Generale degli Affari Generali, Mario Andrea Guaiana, si è svolta con molto ordine e serenità, l'Amministrazione ha esordito smentendo che il dr Giorgio Tino abbia mai riferito che i vincitori del concorso a 999 posti da dirigente sarebbero stati assunti solo in 300. Ciò premesso sono state ascoltate le posizioni dei singoli sindacati in due turni, il primo destinato ai criteri generali per l’assegnazione dei posti dirigenziali, il secondo, in particolare, sui criteri per la scelta dei vincitori del concorso a 999 posti. Il fronte sindacale è stato quanto mai compatto nel respingere la posizione assunta dall’Amministrazione di considerare non applicabile il comma 5° dell’art. 22 del CCNL, ribadendo invece la sua piena vigenza fino ad una modifica consensuale che potrà avvenire solo con un nuovo contratto.

La delegazione della Dirstat-Finanze, in particolare per quanto attiene al concorso a 999, ha fatto presente che l’Amministrazione ha avuto numerose occasioni per modificare i criteri del bando di concorso (i quali sono tuttora sub iudice) e non lo ha fatto; ora che la procedura è stata completamente espletata non ha alcuna facoltà di intervenire con nuovi criteri (molti dei quali privi di qualsiasi requisito oggettivo) solo nei confronti dei vincitori per i quali vale l’ordine di graduatoria fino a quando la giurisdizione, con sentenza, non ne provochi la modifica.

Non si riconosce, quindi, alcuna facoltà all’Amministrazione di intervenire in proposito. Giancarlo Barra, in chiusura degli interventi ha chiesto al Capo della delegazione di parte pubblica quale contingente di vincitori del concorso a 999 posti da dirigente sarà assunto a breve termine.

RESOCONTO DELLA SEGRETERIA GENERALE DEL SINDACATO

Sabato, sei novembre, si è svolta a Roma nella sede del Sindacato la riunione della Segreteria Generale della Dirstat Finanze allargata ai Segretari Regionali. Dopo avere ascoltato la relazione del Segretario sugli argomenti all’ordine del giorno, è stato deliberato di promuovere durante gli ultimi mesi dell’anno una mobilitazione delle proprie strutture sia centrali che periferiche per indire assemblee nei posti di lavoro , informando il personale su tutti gli avvenimenti succedutisi in questo ultimo periodo nonché sulle proposte ed iniziative che la Dirstat Finanze ha assunto e quelle che intende promuovere per dare forza e concretezza alle proprie rivendicazioni in ordine all’affidamento degli incarichi dirigenziali, ai corsi di riqualificazione e alla riforma dell’Amministrazione finanziaria. Il Segretario Generale, Giancarlo Barra, in avvio della riunione aveva anche richiesto ai partecipanti di esprimere valutazioni in ordine alla proposta di indire uno sciopero della categoria entro il mese di novembre o nella prima decade di dicembre per protestare contro quello che lo stesso Segretario definisce i pericoli di destabilizzazione di tutto il sistema della P.A. , spiegando che forti sono i segnali di pericolo provenienti da più parti per un processo di riforma che stenta a decollare. I convenuti hanno manifestato contrarietà all’iniziativa di uno sciopero non ritenuto, nella circostanza, come lo strumento più idoneo per affermare le ragioni della nostra protesta.

A conclusione dei lavori è stata confermata a pieno la linea del Sindacato sull’attuale momento di confronto con l’Amministrazione finanziaria che per quanto ci concerne continua ad essere, come lo è sempre stato, leale e corretto. Tutti i partecipanti hanno rivolto l’invito al dr. Barra di farsi portavoce in seno alla Federazione Dirstat , in qualità di Segretario Generale Aggiunto, dello stato di forte disagio della categoria dei direttivi e dei dirigenti finanziari.

ginnasio

Riprende la rubrica professionale della Dirstat-Finanze che pubblichiamo sulle News oppure su «Fuori dal Coro». Come sempre, in prima battuta lanciamo una proposta, al fine di invogliare i colleghi e quant’altri ci leggono, ad approfondire il tema e quindi a fornirci la loro possibile soluzione; successivamente la rubrica offrirà un risultato, quale frutto di un proprio studio accompagnato dall’illustrazione sinottica ed il commento dei vari interventi.

Questa volta parliamo delle sanzioni accessorie. Come è noto , l’art. 21 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, prevede l’applicabilità, da parte dell’ufficio o dell’ente competente all’accertamento del tributo cui le violazioni si riferiscono, di sanzioni amministrative accessorie rispetto a quelle principali previste dall’altro decreto legislativo, il n. 471 del 18 novembre 1997. Nel primo comma del predetto articolo 21, alle lettere a), b), c) e d) sono previste corrispondentemente: l’interdizione da partecipazione a gare per appalti e forniture; l’interdizione e la sospensione dal conseguimento di licenze, concessioni o autorizzazioni amministrative per l’esercizio di imprese o di attività di lavoro autonomo; la sospensione dall’esercizio di attività d’impresa o di lavoro autonomo. Per tutte queste è stabilita una durata massima di sei mesi. Il secondo comma dello stesso articolo rinvia alle singole leggi d’imposta la previsione dei limiti temporali delle sanzioni accessorie rispetto alla gravità dell’infrazione ed ai limiti minimi e massimi delle relative sanzioni principali.

La circolare ministeriale esplicativa, n. 180/E del 10 luglio 1998, su questo particolare tema, è quanto mai scarna di contenuti: oltre a richiamare criteri di proporzionalità e adeguatezza ci si sofferma sulla non irrogabilità della sanzione accessoria in caso di definizione agevolata citando alcune particolarità e deroghe a tale principio.

Fatta questa necessaria premessa ci interroghiamo sulla necessità o meno di conferire alla sanzione accessoria un regime di pubblicità, del resto non espressamente previsto dalla norma. In altre parole invitiamo i colleghi e gli utenti del fisco nonché la stessa Amministrazione Fiscale a sciogliere un dubbio: è sufficiente notificare la sanzione accessoria al diretto interessato oppure la stessa deve comunque essere pubblicata in albi particolari, fogli annunzi legali e sulla stampa?

Su questo tema vogliamo aprire un dibattito che ci auguriamo vivace e d esauriente.

 

 

 

Il ruolo unico alla presidenza del consiglio dei ministri

Durante la riunione del 5 novembre è stato esaminata la situazione del ruolo unico. Prima di tutto è stata effettuata la seguente raccolta di dati:

Prima fascia

Seconda fascia

Totale

Uomini

350

3370

3720

Donne

45

969

1014

Totale

395

4339

Nel documento, fra l’altro si legge che dopo l’otto settembre, data di scadenza dell’opzione prevista dall’articolo 8 del DPR 150/99, le amministrazioni hanno avviato l’affidamento degli incarichi sulla base delle disposizioni del Ministro Piazza del 5 agosto. Per 14 amministrazioni si è avuta la messa a disposizione di 50 dirigenti, pari al 12% dei dirigenti di prima fascia del ruolo unico. Di questi 6 hanno già avuto proposte di nuovi incarichi da parte di altre amministrazioni e 3 sono prossimi al collocamento a riposo. Risultano altresì utilizzati, ai sensi dell’articolo 6, comma 2 del DPR 150/99, dalle medesime amministrazioni che hanno comunicato la messa a disposizione per mancanza di posto di funzione, 21 dirigenti ai quali sarà corrisposto il solo trattamento economico fondamentale, pari al 5% dei dirigenti di prima fascia del ruolo unico. La situazione relativa ai conferimenti di incarichi ai dirigenti di seconda fascia è ancora in fase di attuazione, è prevista l’emanazione di una apposita circolare in proposito. Gli incarichi agli estranei debbono essere attribuiti nel limite del 5% del numero dei dirigenti appartenenti alla prima fascia e di quelli appartenenti alla seconda. Gli incarichi di prima fascia attribuibili sono 20, l’eseguità del numero non consente di individuare un criterio proporzionale per la distribuzione di tali incarichi fra le amministrazioni del ruolo unico, presenti in numero di 29. Per quanto riguarda gli incarichi di seconda fascia da attribuire ad esterni, il criterio di gestione può essere individuato in una distribuzione in misura proporzionale ai posti di funzione delle singole amministrazioni. Sarebbe necessario un atto di indirizzo del Governo inteso ad autorizzare il ricorso a tale facoltà.

contratto per l’area dirigenziale

E’ ripresa, all’ARAN, la trattativa sul nuovo contratto della dirigenza per il comparto ministeri, all’indomani dell’avvenuta stipula di quello relativo al comparto delle regioni e delle autonomie locali.

All’inizio di questa fase contrattuale si è subito presentato il problema della dirigenza generale, per l’ARAN si tratta di una fattispecie che pur appartenendo alla negoziazione collettiva da questa per certi aspetti se ne discosta con un conseguente affievolimento delle garanzie sindacali in ordine agli istituti economici ed alle relazioni sindacali. Questa tesi è stata unanimemente respinta da tutte le sigle presenti, in particolare la delegazione DIRSTAT ha fatto presente che una simile posizione rende inutile stipulare il contratto e che comunque intende conoscere quali deleghe ha ricevuto, in proposito, l’ARAN dal Governo. Nella prossima riunione, che si terrà il giorno 10 novembre alle ore 15.00, verranno consegnate alle OO.SS. le bozze predisposte dall’ARAN.

Rammentiamo che la Federazione DIRSTAT ha già consegnato la propria bozza (vedi Riforma Amministrativa 6/7 di giugno/luglio 1999) nella quale, fra l’altro, è previsto: 1) che il campo di applicazione del CCNL della dirigenza si estende anche a coloro che istituzionalmente sostituiscono il dirigente in caso di sua assenza;

2) che l’accesso alla qualifica dirigenziale avviene in base alle disposizioni vigenti nonché attraverso apposito corso selettivo di formazione dirigenziale;

3) che è attribuito un periodo di congedo ordinario retribuito di trenta giorni al personale dei livelli che partecipa a procedure concorsuali per l’accesso alla dirigenza.

Incontro all’Aran del 10 novembre

Durante la riunione del 10 novembre, che si è tenuta presso la sede Aran, è stata consegnata alle delegazioni sindacali la bozza di contratto per l’area dirigenziale del comparto ministeri. Dopo una breve lettura della proposta la reazione dei sindacati è stata unanime: di fronte ad una ipotesi sostanzialmente negativa sia da punto di vista giuridico che economico la posizione non poteva che essere quella del rigetto. La bozza di contratto, infatti, contiene almeno 5 punti di arretramento rispetto al testo attualmente in vigore:

scompare la contrattazione sulla retribuzione di risultato;

l’assegnazione degli incarichi dirigenziali non è più oggetto di contrattazione;

l’informativa ai sindacati diventa «almeno» (cioè a dire «di norma») annuale;

scompare l’istituto dell’esame congiunto;

il tempo di lavoro è soggetto a misurazione da parte delle diverse amministrazioni.

Oltre alla sostanziale scomparsa delle relazioni sindacali, nella parte economica, non vi è neanche il recupero dell’inflazione programmata poiché l’aumento previsto nella bozza del 1,8% dell’inflazione programmata parte dal 1° novembre 1999 e non dal 1° gennaio; in tal modo l’aumento reale scende allo 0,3%. Se si considera, infine, che tale aumento è limitato allo stipendio base e all’indennità integrativa speciale, che insieme corrispondono al 40% circa dell’intero stipendio effettivo, l’aumento reale effettivo si riduce ulteriormente allo 0,12%.

La Federazione DIRSTAT ha manifestato l’intenzione di non firmare alcun accordo che possa condurre ad un peggioramento delle posizioni già ottenute con il vigente contratto.