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CIRCOLARE AI COLLEGHI N°6/99 Giovedì, 1° Aprile 1999 |
Per mascherare lo stallo
dell’amministrazione si apre la caccia al dirigente con le interpretazioni
autentiche del contratto
Pubblichiamo il testo integrale della nota prot. N.81667 del 29 marzo
1999 diramata dalla Direzione Generale degli AA. GG.
"Oggetto: Prestazioni lavorative dei titolari e reggenti degli uffici di livello dirigenziale non generale. Con nota n. 83137 del 27 giugno 1997 questa Direzione Generale ha richiamato l’attenzione degli uffici in indirizzo, fornendo anche chiarimenti interpretativi, sul contenuto dell’art.16 del CCNL per il personale dell’area dirigenziale non generale che h introdotto il tempo di lavoro a decorrere dal 1° luglio 1997. Da tale data è stata altresì prevista l’erogazione della retribuzione di posizione, collegata al livello del posto di funzione occupato, che ha assorbito i precedenti compensi per trattamenti accessori e per lavoro straordinario. Al riguardo si ritiene opportuno, ad integrazione dei contenuti della citata nota, sottolineare la circostanza che l’autonoma organizzazione del tempo di lavoro da parte dei dirigenti deve essere improntata all’osservanza di due principi fondamentali. Il primo concerne la congruità della prestazione, nel senso che la durata della stessa deve essere tale da consentire l’effettivo svolgimento dei compiti di direzione, impulso e vigilanza propri della funzione dirigenziale; pertanto, tale durata, attestata nelle forme previste (rilevazione automatizzata ovvero, in mancanza, con sottoscrizione di fogli di presenza), dovrà essere necessariamente superiore all’orario di lavoro dei collaboratori. Il secondo attiene alla necessità di assicurare la presenza in modo corrente con gli orari durante i quali la struttura è operativa e si intrattengono, di norma, rapporti di servizio con i propri collaboratori, con la dirigenza sovraordinata e con gli altri uffici nonché con gli utenti. A siffatti principi devono essere improntate anche le prestazioni del personale delle qualifiche funzionali nona ed ottava cui sia stata attribuita la temporanea reggenza di uffici di livello dirigenziale ed al quale, in applicazione del D.M. n.2592/IX del 2 febbraio 1998, è stata estesa la corresponsione della retribuzione di posizione afferente al livello del posto di funzione dirigenziale non generale occupato; tale retribuzione, stabilita nella stessa misura erogata al personale appartenente alle qualifiche dirigenziali, è anch’essa assorbente, per tutta la durata dell’incarico, dei trattamenti accessori previsti dal contratto e di quello per il lavoro straordinario. Peraltro, va evidenziato che nei confronti di quest’ultimo personale il CCNL per l’area delle qualifiche funzionali conserva la propria efficacia anche per quanto attiene all’orario di lavoro ed allo straordinario, pur se il compenso per tale trattamento è, come precisato, ricompreso nella posizione di retribuzione per tutta la durata dell’incarico. Ne consegue che il personale di cui trattasi, nei cui confronti non è stato introdotto il tempo di lavoro, è tenuto all’osservanza dell’orario di lavoro ed all’effettuazione di prestazioni sostitutive del lavoro straordinario nel quadro dei principi in precedenza indicati. Gli uffici in indirizzo sono pregati di dare la massima diffusione alla presente tra il personale titolare e reggente di uffici di livello dirigenziale non generale ed a vigilare sulla sua corretta applicazione, adottando ogni opportuno intervento.
Si resta in attesa di un cenno di assicurazione.
IL DIRETTORE GENERALE
Mario Andrea Guaiana
La risposta della DIRSTAT FINANZE
Si dice che la Dirstat Finanze sia brava solo a ricorrere ai giudici in
quanto non sarebbe capace di risolvere le diverse questioni in altro modo. La
lettera sopra pubblicata è un esempio di come si avviano le procedure nel
Ministero delle Finanze. Come sempre, anche questa volta ci siamo rivolti
verbalmente all’Amministrazione, facendole conoscere che disposizioni del
genere non solo sono illegittime, assolutamente inaccettabili dal sindacato, ma
che le stesse , vista la natura contrattuale del rapporto di lavoro, sono
addirittura irricevibili dalla categoria: cioè a dire nessun dirigente può
essere tenuto all’osservanza di una disposizione del genere. Stiamo ora a
vedere cosa succede. Sarà in grado l’Amministrazione finanziaria ad evitare
questa volta l’intervento della magistratura da parte della Dirstat Finanze?
Chi vivrà vedrà. La disposizione in argomento si pone in palese contrasto con
il dettato del D. Lgs. 29/93 e con il C.C.N.L. in vigore per il personale
dell’area dirigenziale non generale. Pertanto il Sindacato si oppone al tentativo
di introdurre surrettiziamente, attraverso interpretazioni autentiche improprie
ed illegittime, vincoli e ostacoli che limitano la funzione del dirigente nelle
sue espressioni di autonomia. Facciamo rilevare che l’Amministrazione , in
quanto parte nel contratto, non può procedere unilateralmente ad
"interpretazioni autentiche", attività quest’ultima che è demandata
ad altri organi quali l’Aran o il giudice. Il contratto, inoltre, individua una
nuova categoria di prestazione del dirigente cioè quella del rendimento e del
risultato per obiettivi attraverso l’autonomia nell’organizzazione del lavoro.
L’art. 16, infatti, del C.C.N.L. prevede che il dirigente non è più
tenuto all‘osservanza dell‘orario di servizio ma " … organizza la propria
presenza in servizio ed il proprio tempo di lavoro correlandoli in modo
flessibile alle esigenze della struttura cui è preposto ed all’espletamento
dell’incarico affidato alla sua responsabilità, in relazione agli obiettivi e
programmi da realizzare ". Comunque nella prospettiva di tenere aperto un
confronto costante e costruttivo su queste ed altre questioni di fondamentale
importanza per il futuro della stessa Amministrazione finanziaria , questo
Sindacato nel ribadire la netta opposizione alle disposizioni emanate con la
suddetta nota chiede un incontro immediato al fine di comporre in tale sede un
eventuale conflitto che potrebbe derivare dal rifiuto da parte degli stessi
vertici amministrativi di un riesame del citato provvedimento. disposizione in
argomento si pone in palese contrasto con il dettato del D. Lgs. 29/93 e con il
C.C.N.L. in vigore per il personale dell’area dirigenziale non generale.
Pertanto il Sindacato si oppone al tentativo di introdurre surrettiziamente,
attraverso interpretazioni autentiche improprie ed illegittime, vincoli e
ostacoli che limitano la funzione del dirigente nelle sue espressioni di
autonomia. Facciamo rilevare che l’Amministrazione , in quanto parte nel
contratto, non può procedere unilateralmente ad "interpretazioni autentiche",
attività quest’ultima che è demandata ad altri organi quali l’Aran o il
giudice. Il contratto, inoltre, individua una nuova categoria di prestazione
del dirigente cioè quella del rendimento e del risultato per obiettivi
attraverso l’autonomia nell’organizzazione del lavoro.
L’art. 16, infatti, del C.C.N.L. prevede che il dirigente non è più
tenuto all‘osservanza dell‘orario di servizio ma " … organizza la propria
presenza in servizio ed il proprio tempo di lavoro correlandoli in modo
flessibile alle esigenze della struttura cui è preposto ed all’espletamento
dell’incarico affidato alla sua responsabilità, in relazione agli obiettivi e
programmi da realizzare ". Comunque nella prospettiva di tenere aperto un
confronto costante e costruttivo su queste ed altre questioni di fondamentale
importanza per il futuro della stessa Amministrazione finanziaria , questo
Sindacato nel ribadire la netta opposizione alle disposizioni emanate con la
suddetta nota chiede un incontro immediato al fine di comporre in tale sede un
eventuale conflitto che potrebbe derivare dal rifiuto da parte degli stessi
vertici amministrativi di un riesame del citato provvedimento.
CONCORSO A 999 POSTI DI DIRIGENTE
CON D.M. 30 MARZO 1999 N°1322 E’ STATA APPROVATA LA GRADUATORIA DEL
CONCORSO A 999 POSTI DI PRIMO DIRIGENTE DEL RUOLO AMMINISTRATIVO DEL MINISTERO
DELLE FINANZE, INDETTO CON D.M. 19 GENNAIO 1993, ATTUALMENTE ALL’ESAME
DELL’ORGANO DI CONTROLLO. I COLLEGHI INTERESSATI A CONOSCERE LA PROPRIA
POSIZIONE POSSONO RIVOLGERSI ALLA SEGRETERIA DEL SINDACATO O CONSULTARE IL
NOSTRO SITO WEB CHE SARA’ DISPONIBILE DOPO LE FESTIVITA’ .
MANIFESTO PER I PARTITI ED I
MOVIMENTI POLITICI ITALIANI
I "NO" DELLA DIRSTAT
FINANZE AL PROGETTO "AGENZIE FISCALI"
La DIRSTAT Finanze, Sindacato unitario dei funzionari direttivi e dei dirigenti del Ministero delle Finanze, non ha apposto la sua firma al documento predisposto dall’Amministrazione Finanziaria, a conclusione di numerosi incontri aventi per oggetto la trasformazione del Ministero delle Finanze in quattro agenzie. Il documento, sottoscritto da CGIL - CISL - UIL e SALFI, non è stato firmato neanche dalle altre sigle sindacali autonome rappresentate presso il Ministero.
Molteplici sono i motivi della mancata sottoscrizione del documento da parte della Dirstat-Finanze. Prima di tutto il Sindacato è latore di un progetto alternativo, denominato FISCO FEDERALE, che ha consegnato al Ministro delle Finanze affinché ne facesse oggetto di confronto, studio e critica. Il Sindacato, infatti, nell’intento di raggiungere una necessaria trasformazione dell’Amministrazione fiscale, non più in grado di operare, segue il pensiero di migliorare le strutture pubbliche piuttosto che sopprimerle gradualmente. Ciò in quanto la materia fiscale è talmente delicata e sensibile da dovere essere svolta da personale, altamente qualificato, al "servizio esclusivo della nazione", le cui funzioni possano esercitarsi secondo i principi costituzionali del "buon andamento" e dell’imparzialità". Nello specifico la Dirstat-Finanze ha avuto modo di far rilevare che il progetto delle Agenzie fiscali contrasta con gli articoli 97 e 98 della Costituzione; che denominare "enti pubblici non economici" organismi che si autofinanziano con il recupero dell’evasione fiscale è un falso giuridico; che è necessario mantenere collegate due strutture indivisibili, quali sono il Territorio e il Demanio per i dati che essi possiedono e per i corpi tecnici di cui sono dotate; che nella totale ripartizione delle risorse in quattro agenzie, l’informatica resta invece accentrata e nel monopolio della SOGEI S.p.A. o di un suo altrettanto pericoloso successore. Non è inoltre accettabile che nel documento non vi sia traccia di un aspetto primario da cui ogni seria riforma deve partire: il disegno strategico di percorsi di carriera (improbabili ma possibili) per tutto il Personale, scanditi da una formazione costante e di alto livello. In tale ambito, infatti, va perseguita la strada tracciata dalla Sentenza n° 1/1999 della Corte Costituzionale, che è quella di fornire l’Amministrazione Finanziaria, e con essa tutta la Pubblica Amministrazione, di uomini seriamente selezionati il cui vertice appartenga ad un’area della dirigenza indipendente e capace di resistere alle pressioni ed alle richieste di gruppi di potere, interni ed esterni all’amministrazione stessa. In tale ottica, vanno anche privilegiate e potenziate le figure altamente professionalizzate, quali chimici, ingegneri e informatici. In buona sostanza la Dirstat-Finanze lancia un appello alle forze politiche italiane affinché considerino il progetto di FISCO FEDERALE ed allo stesso tempo vogliano riflettere sulle motivazioni politiche e tecniche che hanno impedito alla Dirstat-Finanze stessa ed alle altre sigle sindacali autonome di rifiutare il consenso al progetto "Agenzie fiscali", così come delineato nei documenti consegnati dall’Amministrazione Finanziaria alle OO.SS.- Non sono ammissibili, infatti, avventure su un settore, quello fiscale, che in modo più diffuso e penetrante della stessa giurisdizione penale, interviene nella vita sociale ed economica dei cittadini italiani.
Roma, lì 22 marzo 1999
CONFERENZA STAMPA CON LA
PARTECIPAZIONE DI GIANCARLO BARRA
giorno 24 marzo 1999 alle ore 11,30, a Roma, presso la Sala Rossa del Senato in Palazzo Madama, il Sen. Eugenio Filograna dell’UDR ha tenuto una conferenza stampa sulle Agenzie Fiscali del Ministro Visco. Alla conferenza ha partecipato anche il Sottosegretario alle Finanze, On.le Ferdinando De Franciscis e il dott. Giancarlo Barra, Segretario generale della DIRSTAT Finanze, il Sindacato unitario dei Funzionari direttivi e dei Dirigenti del Ministero delle Finanze.
In tale sede, il Sindacato ha ribadito le sue profonde perplessità in merito
a tale progetto atteso che esso rischia di porsi in conflitto con gli artt. 97
e 98 della Costituzione, di recente richiamati dalla Sentenza n° 1 /99 della
Corte Costituzionale, permanendo altresì una grave indeterminazione sulla
natura effettiva delle Agenzie che, pur considerate Enti pubblici non
economici, continuano a mantenere caratteristiche tipiche di Enti
pubblici economici.
Il documento elaborato dal Ministero delle Finanze, ha concluso Barra, è carente in altri aspetti fondamentali, quali l’inesistenza di un disegno strategico per il Personale, per il quale si richiede invece una forte carriera, scandita da una formazione costante e di altissimo livello. Ciò quale necessario presupposto di una Dirigenza autorevole, indipendente. ed al servizio della Nazione. Secondo il sen. Filograna, consentire l’ingresso della "Agenzie fiscali" e quindi dei privati nel Ministero delle Finanze, significherebbe aumentare la corruzione all’italiana. Sarebbe questo un controsenso in un momento in cui, almeno a parole, il Paese si sta impegnando nella lotta alla corruzione ed all’evasione fiscale.
L’esponente dell’ U.D.R. ha avuto parole di apprezzamento e di condivisione nei confronti del progetto "Fisco Federale" presentato dalla DIRSTAT Finanze, ritenendo che tale progetto coincida con gli interessi dei cittadini.
Il Sen. Filograna ha infine ricordato che uno dei punti fermi dei programmi dell’ U.D.R. è la difesa dei diritti umani, sistematicamente dimenticati in Italia che viola, a raffica, accordi internazionali. Altro punto fermo, ha concluso il senatore, è quello di difendere i cittadini mortificati dalla burocrazia e indifesi dalle prepotenze dello Stato. Il problema delle "Agenzie Fiscali" rientra in uno di questi punti fermi.
Anche il sottosegretario alle finanze, on.le Ferdinando De Franciscis, si è detto contrario all’intesa sulle Agenzie, di recente sottoscritta dal Ministero delle Finanze e Cgil, Cisl , Uil e Salfi .