NEWS DEL 11 Gennaio 1999

CIRCOLARE AI COLLEGHI N°01/99 lunedì 11 Gennaio 1999

Dirstat Finanze News

Sindacato Unitario dei Funzionari Direttivi dei Dirigenti del Ministero delle Finanze

Via G.Bagnera, 29 - 00146 Roma

tel.065590699 fax 065590833

DOPO LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE LA DIRSTAT CHIEDE UN SISTEMA ORGANICO DI FORMAZIONE E DI AVANZAMENTO PROFESSIONALE DEL PERSONALE DELL'AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA E L' ISTITUZIONE DELL'AREA DELLA VICE DIRIGENZA

 La Corte Costituzionale, con la sentenza n.1 del 1999 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art.3, commi 205, 206 e 207 della legge 28 dicembre 1995, n.549, come modificato dall'art.6, comma 6 bis, del decreto legge 31 dicembre 1996 , n.669, convertito in legge 28 febbraio 1997, n.30 (procedure di riqualificazione), affermando così la supremazia dello Stato di diritto e ristabilendo nell'ambito dell'ordinamento regole e comportamenti conformi ai precetti costituzionali. Ai colleghi che in questi giorni sono stati , come il solito, disinformati dai protagonisti di sempre del volantinaggio di costume, diciamo subito che la Distat Finanze è il sindacato che rivendica il diritto alla carriera per tutti. L'affermazione cioè di un sistema con il quale l'avanzamento di qualifica non deve essere un favore estemporaneo ma il percorso naturale di quanti con professionalità, capacità e merito lavorano nella P.A._ Chi ha distrutto il sistema delle carriere ? Chi non riconosce diritti ma concede solo prebende attraverso il sistema della contrattazione ? Non la Dirstat ma altri. Sono certamente in prima fila i sindacati di potere, che hanno cogestito in pieno accordo con i Ministri di turno delle Finanze, a dovere dare conto del fallimento della loro politica non essendo riusciti in questi anni a favorire per il personale un vero riconoscimento di carriera oltre che economico. Anche in quest'occasione noi abbiamo cercato di difendere la dignità dei lavoratori, smascherando un vero e proprio inganno con una promozione beffa, totos caballeros, che avrebbe significato la resa definitiva per un'aspettativa di carriera da parte dei colleghi legittima e dovuta, non costruita sul ricatto e la strumentalizzazione. Grazie all'azione giurisdizionale intrapresa da questo sindacato si è arrestato, per il momento, un processo di destabilizzazione nel sistema di reclutamento del personale nel pubblico impiego, gestito e manovrato da una lobby politico-sindacale a cui è totalmente estraneo l'interesse per una P.A. efficiente ed europea. Quello, infatti, che è prefigurabile attraverso tale sistema di selezione del personale, insieme con altri giochi di palazzo, è il consolidamento del potere dei sindacati di regime dentro e fuori la P.A._ Tutto questo, col decadimento e la mortificazione del lavoro nel pubblico impiego, è causa di danni forse irreparabili per la stessa società . La Dirstat da anni lotta su questo fronte. Ha difeso e difende una concezione elitaria dello Stato Amministrazione che altri, vuoi per cultura vuoi per scelta, hanno trasformato in araba fenice. Abbiamo cercato sempre, in tutti i modi ed in tutte le circostanze, di essere ascoltati, l'unica strada consentitatici è stata quella del ricorso alla magistratura. A questo punto la chiarezza sugli intenti del Sindacato, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, è d'obbligo soprattutto nei confronti dei colleghi interessati dalla stessa. La Dirstat Finanze non chiude le porte a qualsiasi soluzione purchè sia estremamente chiaro che dall'altra parte (responsabili politici, vertici amministrativi e OO.SS. del Ministero delle Finanze) si prospetti la concreta volontà (a partire già dall'incontro fissato per il prossimo 13 gennaio) di promuovere una riforma dell'organizzazione del personale che preveda un sistema organico di formazione e di avanzamento professionale per tutti i dipendenti finanziari e l'istituzione dell'area della vice dirigenza.

 

Lettera del Segretario Generale al ministro Visco del 11.01.’99

On. Sig. Ministro,

la recente sentenza della Corte Costituzionale rappresenta il più autorevole intervento, fra tutti quelli che vi sono già stati, a conferma dell'illegalità dell'azione di gestione del Personale nel Ministero delle Finanze, che conduce, come sappiamo, alla neutralità del predetto dicastero nei confronti dell'evasione fiscale. Ribadisco bene, però, il mio pensiero affinché non venga frainteso: sono deficitarie le scelte politiche e l’alta azione amministrativa, non l'attività di migliaia di persone che si trovano ad operare in condizioni impossibili. La vera riforma consiste, allora, nel decidere di cambiare azione politica e di alta amministrazione perché è ormai dimostrato che, avendo abolito le carriere, non si è stati in grado di produrre un nuovo sistema legittimo, possibile e di soddisfazione per il Personale. Che dire poi di altre questioni che dall’illegittimità amministrativa sconfinano nel fatto illecito propriamente detto, come nei casi in cui si vengono a concretizzare elusioni ai giudicati amministrativi (si vedano le conferme dei reggenti negli uffici delle entrate) o si pongono in atto "astuzie" nella gestione dei concorsi (si considerino i tempi in cui è stato avviato - dopo 5 anni di illegalità - il concorso a 999 posti) o si realizzano silenzi-assenzo nelle nomine dei dirigenti responsabili di uffici conoscendone le caratteristiche negative (si consideri il caso Calabria)?

A questo punto non è neanche più il caso di discutere di progetti è prioritario accertare le responsabilità, riparare i danni arrecati alla Pubblica Amministrazione e al Personale, eseguire una attenta riflessione politica. Solo dopo aver fatto questo tipo di interventi prioritari si può riflettere su un nuovo ordinamento del Personale che consenta al Ministero delle Finanze di essere funzionante.

Per questo, sebbene sia latore del senso di offesa dilagante fra le persone oneste, fedeli all’Amministrazione e competenti nel lavoro che operano nel Ministero delle Finanze, Le scrivo mettendo per l’ennesima volta a Sua disposizione la nostra forza sindacale unitamente alle altre forze oneste presenti, per tentare una soluzione ai vari problemi del Personale Finanziario che non sia più quella delle sentenze.

Le chiedo, pertanto, un incontro e Le invio i miei più cordiali saluti.

                                                         Giancarlo Barra

LE ACCUSE ALLA DIRSTAT VANNO RISPEDITE AL MITTENTE

Com'era prevedibile la recente sentenza della Corte Costituzionale sta scatenando una reazione ingiuriosa quanto immotivata nei confronti della Dirstat Finanze da parte delle OO.SS., sponsors dei corsi di riqualificazione. Alla Dirstat Finanze siamo abituati alle isteriche reazioni di chi esprime il proprio livore nei confronti di un soggetto sindacale che è da ostacolo alla mortifera cogestione del Ministero delle Finanze. Le accuse, pertanto, le rispediamo ai mittenti senza alcun problema. In realtà, anche stavolta, le vittime di tale operazione di disinformazione sono i colleghi sulla cui pelle hanno condotto l'ennesima operazione spregiudicata ed immorale: oggi, dopo avere fatto soldi con dispense raccogliticce e ottenuto nuove iscrizioni, tali soggetti piangono lacrime di coccodrillo, lamentando che sono mortificate le realtà di quanti svolgono mansioni superiori.

Ebbene se si legge il testo della legge 549/95 che istituiva i corsi di riqualificazione, non c'è traccia di tale aspetto, tant'è che una delle censure della Corte Costituzionale è proprio questa: le prove così come strutturate, nella loro genericità, potevano essere svolte da chiunque con il rischio che a superarle poteva essere qualcuno che mansioni superiori non le avesse svolte affatto. Perché non si è insistito su tale istituto, rivendicando con forza l'applicazione dell'art.56 del D.L. 29/93 ? Forse perché così facendo…. non si vendevano nuove dispense ? Di fronte a questo fallimento, per tali soggetti è concettualmente troppo onesto ammettere i propri errori; è più facile attribuire la colpa a quegli "sciagurati" della Dirstat Finanze, per usare un aggettivo più volte utilizzato, con scarsa fantasia e notevole povertà di lessico, da una di queste Organizzazioni. Si colga da questa vicenda, indipendentemente da come essa si concluderà, una lezione per il futuro: non delegare con la trattenuta mensile anche la nostra intelligenza e la voglia di apprendere da soli la realtà delle cose. Diventiamo soggetti attivi, perché con la nostra supinità siamo corresponsabili del disastro che è oggi il Pubblico Impiego. Possiamo compiere già un primo passo: consultare presso le strutture centrali e periferiche della Dirstat Finanze la copia integrale della sentenza n°1/1999 della Corte Costituzionale e giudicare i reali contenuti della vicenda. Le minacce di questi soggetti non ci spaventano: possono decidere, come hanno già fatto tavoli separati, emarginarci come stanno tentando di fare in varie sedi; la minaccia reale è che rischiamo di scomparire tutti in cambio di qualche direzione di CAAF o di qualche poltrona per sottosegretario o dirigente generale.

GINNASIO

Questa settimana riprendiamo la pubblicazione delle nostre proposte in tema di sanzioni; con le News n. 32 del 03.12.1998 abbiamo sviluppato un’ipotesi di sanzione unica caratterizzata da una fattispecie particolarmente semplice (nei prossimi numeri tenteremo di simulare delle fattispecie più complesse); oggi prospettiamo il testo di un atto di contestazione che proponiamo ai colleghi, all’Amministrazione Finanziaria, agli esperti e a chiunque volesse interessarsi del problema. Restiamo, quindi, in attesa di osservazioni e controproposte.

ATTO DI CONTESTAZIONE

della Sanzione Tributaria,

Prot. n. ............... del ............................

relativa agli Avvisi di accertamento, anni 1992 e 1993,

nn. ...................... dell'11.12.1998, emessi nei confronti di:

Sig. ............... (c.f.: ...................)

 

 

Visti gli avvisi di accertamento citati in epigrafe;

 

Considerato che, conseguentemente a detti avvisi di accertamento, deve essere applicata una sanzione tributaria riferibile al Sig. ...............;

 

Visto l'art. 16 del Decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 472;

 

SI CONTESTA

Al Sig. ..............., nato a ..... il .............. e residente in ........., via .........................., c.f....................., i fatti a Lui attribuiti, contenuti nel fogli 2 e 3 del presente atto che danno luogo alla sanzione tributaria unica pari a Lire Italiane 34.544.000 (trentaquattromilionicinquecentoquarantaquattromila).

 

SI AVVERTE

il suddetto contribuente

• che, ai sensi del comma 3 del predetto articolo 16 del D.LGS 472/97, nel termine di 60 giorni dalla notificazione del presente atto, può definire la controversia con il pagamento di un importo pari a ¼ (un quarto) della sanzione suindicata e comunque non inferiore a ¼ (un quarto) dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo, la cui quantificazione è riportata nel foglio 3 del presente atto;

• che la definizione agevolata impedisce l'irrogazione delle sanzioni accessorie;

• che, ai sensi del comma 4 del citato articolo 16, se non addiviene a definizione agevolata (vedi i precedenti punti 1 e 2), può produrre entro 60 giorni dalla notificazione del presente atto deduzioni difensive;

• che in mancanza sia della definizione agevolata, sia della produzione di deduzioni difensive il presente atto di contestazione deve essere considerato atto di irrogazione della sanzione tributaria, impugnabile sempre nello stesso termine di 60 giorni dalla sua notificazione, ai sensi dell'articolo 18 del Decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, innanzi la Commissione Tributaria Provinciale di ........ seguendo le indicazioni contenute nel foglio 5 del presente atto - in tal caso si procederà alle iscrizioni a ruolo per intero (se l'atto non verrà impugnato) oppure frazionate in presenza di ricorso;

• che l'impugnazione immediata non è ammessa (e se proposta diviene improcedibile) qualora vengano presentate deduzioni difensive in ordine alla contestazione, di cui al precedente punto 3;

• che lo scrivente Ufficio, qualora il Sig. ............... dovesse avvalersi della facoltà della produzioni di deduzioni difensive (vedi precedente punto 3), irrogherà, se del caso, entro un anno dalla loro presentazione, la sanzione tributaria con successivo atto motivato a pena di nullità tenendo conto delle deduzioni medesime.

il Dirigente

 

 

RR.SS.UU.

Pubblichiamo un secondo elenco dei colleghi iscritti alla Dirstat Finanze, eletti nell’RR.SS.UU in Lombardia:

 

D. R. E. per la Lombardia – Milano 	..............Celestina Galeazzi
1° Ufficio Imposte Dirette di Milano	..............Angelo Raia
Ufficio Imposte Dirette di Monza	..............Michele Garrubba
Ufficio Imposte Dirette di Rho	        ..............Francesco Costanzo
Ufficio Imposte Dirette di Rho		..............Antonella Finocchiaro
Ufficio Imposte Dirette di Bergamo	..............Mario Buzzone
Ufficio Imposte Dirette di Brescia	..............Taccardo Cataldo
Ufficio I.V.A. di Pavia			..............Massimo Facilla
Ufficio II.DD, di Gorgonzola		..............Biagio Armentano