CIRCOLARE AI COLLEGHI N°31/98 Lunedì 23 Novembre 1998
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Dirstat Finanze News Sindacato Unitario dei Funzionari Direttivi Via G.Bagnera, 29 - 00146 Roma E dei Dirigenti del Ministero delle Finanze tel.06/5590699 - fax 06/5590833 |
RAPPRESENTATIVITA SINDACALE: UN COLPO MANCINO ALLA DEMOCRAZIA
Il nuovo CCNL ha sancito quanto previsto dall'art.47/bis del d.lgs. n. 29/93 (articolo aggiunto con d.lgs.n.396/97 e modificato dall'art.44 del d.lgs. n.80/98). Con riferimento a tale normativa, alla contrattazione collettiva nel pubblico impiego hanno diritto a partecipare soltanto quelle OO.SS. che hanno nel comparto o nell'area una rappresentatività non inferiore al 5% calcolato sulla media tra dato associativo e dato elettorale (in sede di prima applicazione del d.lgs.396 è richiesto il 4% sulla base del solo dato associativo e calcolato sulla base dei dati relativi alle deleghe per i contributi sindacali rilevati nel comparto del dipartimento della funzione pubblica). In sede decentrata è ammessa la partecipazione alle trattative di quelle OO.SS. che alla data d'entrata in vigore del decreto risultano firmatarie dei contratti collettivi vigenti ed a condizione che abbiano il 4% sul dato associativo di rappresentatività richiesta per l'ammissione alla contrattazione collettiva nazionale oppure abbiano una percentuale di deleghe non inferiore al 10% rispetto al totale dei dipendenti.
Da quanto sopra, si evince che il nuovo sistema delle relazioni sindacali in materia di rappresentatività, fortemente voluto dalla triplice sindacale, porta ad escludere dalla contrattazione i sindacati minoritari indipendenti. Agli stessi sindacati, con migliaia d'iscritti, sarà impedita ogni forma d'espressione. In definitiva, trattasi di un vero e proprio attentato agli elementari diritti sindacali sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto dei Lavoratori (legge 300/70). L'affermazione secondo la quale il sistema così previsto è una risposta per semplificare le procedure contrattuali complessive sfoltendo i tavoli contrattuali dai sindacati minoritari è un autentico falso ideologico. La verità sta tutta nel tentativo da parte del Governo, Dipartimento Funzione Pubblica e ARAN di comune accordo con la CGIL, CISL e UIL di monopolizzare il sistema delle relazioni sindacali e della rappresentatività per gestire l'intero mondo del pubblico impiego e quindi della stessa pubblica amministrazione.
La DIRSTAT, rappresentativa nell'area della dirigenza, si trova così esclusa in quella dei livelli, pur avendo una rappresentatività di circa il 50% del personale direttivo nel comparto Ministeri. Questo, per inciso, è stato il motivo per cui nelle elezioni delle RSU abbiamo presentato nostri candidati nelle liste dalla CISAL FAS. Riacquistare la rappresentatività nei livelli, perduta attraverso una congiura di palazzo, deve essere a questo punto un impegno forte ed inderogabile che dovrà essere assunto soprattutto in sede politica dalla federazione DIRSTAT e dalla stessa CONFEDIR. Due sono gli interventi possibili. Il primo, che risolverebbe definitivamente il problema della rappresentatività del personale direttivo dello Stato, sarebbe l'istituzione di una separata area di contrattazione, in analogia a quanto previsto per il personale con qualifica dirigenziale. La seconda ipotesi, di più semplice realizzazione rispetto alla precedente, consisterebbe nell'inclusione del personale direttivo nell'ambito delle corrispondenti aree dirigenziali. L'inserimento del personale direttivo in tale area di contrattazione non rappresenterebbe uno slittamento o una promozione ma solo un diverso contesto contrattuale dove sviluppare e definire il rapporto di lavoro di una categoria di personale di profilo predirigenziale destinata ad occupare, successivamente, posizioni dirigenziali. Questo anche nell'ottica di dare attuazione alla volontà del legislatore che con l'art.45 del d.lgs 29/93, come modificato dal d.lgs. 396/97, ha previsto una distinta disciplina per le figure professionali che, in posizione d'elevata responsabilità, svolgono compiti di direzione o che comportano iscrizioni ad albi, oppure tecnico scientifici e di ricerca. Senza i necessari interventi legislativi, modificativi della vigente normativa, si continuerà a comprimere le professionalità, invece di estenderle specificandone i contenuti e selezionandone il grado. Si continuerà a mortificare, invece di esaltare, il lavoro di quanti sono chiamati a responsabilità dirette e ad esprimere un alto grado di professionalità. E' questo un percorso che conduce verso un totale appiattimento verso il basso delle funzioni, deprofessionalizzando e demotivando i migliori, con l'inevitabile conseguenza di un generale decadimento del ruolo della P.A._
CONCORSO A 999 POSTI DI DIRIGENTE
Siamo alle battute finali. Il Presidente della IV Sezione del TAR Lazio ha rinviato a nuovo ruolo, essendosi ammalato il relatore, l'udienza sul ricorso proposto dalla DIRSTAT Finanze, originariamente in discussione il giorno 2 dicembre 1998, poi anticipato al 18 novembre. Il nostro Studio Legale ci ha ssicurato che eseguirà ogni possibile intervento per ottenere una nuova udienza nel più breve tempo possibile. Non serve a questo punto ripeterci su considerazioni e riserve sul concorso già ampiamente illustrate, pur apprezzando lo sforzo e l'impegno profuso dai membri della Commissione. Le responsabilità di un sistema di selezione improprio della classe dirigente, indipendentemente dai candidati che hanno con merito sostenuta la prova, restano e vanno ricondotte alla volontà di pochi che hanno ostinatamente perseguito in questi anni un obiettivo che prescinde da una reale intenzione di promuovere per l'amministrazione finanziaria una classe dirigente nuova e capace di affrontare la sfida riformatrice per un'amministrazione finanziaria più efficiente ed europea. Per i tanti colleghi che non risulteranno vincitori e per quanti aspirano ad accedere nella dirigenza, permane e si rafforza l'impegno del Sindacato a perseguire il progetto dell'area predirigenziale, percorso obbligato per offrire al personale direttivo una concreta prospettiva di carriera.
urgente
RICORSO PEREQUAZIONE DOGANE
E' stata trasmessa alle Segreterie Regionali del Sindacato la documentazione relativa all'azione giurisdizionale da intraprendere per ottenere l'equiparazione del personale in ruolo presso il Ministero delle Finanze a quello del settore Dogane per la corresponsione dell'indennità prevista dall'art. 10 della legge n.358/91 (perequazione). Tutti i colleghi interessati, nel più breve tempo possibile, si possono rivolgere ai responsabili periferici della DIRSTAT FINANZE o in alternativa direttamente alla Segreteria Generale in Roma. Sono stati già predisposti gli schemi di istanza e di diffida che dovranno essere compilati cumulativamente per ogni regione.
Altri avvisi:
- Sono stati inviati ad ogni Segretario Regionale la copia della relazione del F.M.I sulle agenzie fiscali e la copia del CCNL. - Il Tribunale di Roma ha sospeso provvisoriamente le elezioni delle RSU in 21 sedi in attesa di una pronuncia che potrebbe portare all'annullamento della procedura elettorale delle RSU.
Il Commento:
Senza le idee non esiste una categoria
L' adesione ad una O.S. è una libera scelta da parte dei colleghi, fondata su un comune sentire di valori e di idee e come tale non può prescindere da un qualificato rapporto di fiducia dell'iscritto con il sindacato. Quando detto rapporto viene meno, si può altrettanto liberamente decidere di revocare l'iscrizione. Alcuni recenti e sporadici casi di cancellazione dal sindacato, però, hanno posto in evidenza motivazioni vaghe e pretestuose che lasciano qualche dubbio sulla natura e contenuto del rapporto. Qualche esempio: un conflitto con il proprio dirigente anch'esso iscritto alla Dirstat o il caso contrario; l'attrazione per un "gadget" (un cellulare o un ricorso "gratis") offerti da altre OO.SS.; la delusione per l'appartenenza ad un sindacato di opposizione e non di potere. Orbene, senza interferire minimamente nelle libere scelte organizzative dei Sindacati operanti nel Ministero delle Finanze né tantomemo criticarle, consideriamo che ciò che conta siano le idee e che una categoria senza le idee non esiste ed ancora consideriamo che se oggi si è presa la decisione di chiudere il Ministero delle Finanze, devolvendo le sue attribuzioni ad una o più agenzie ciò è accaduto sostanzialmente perché non esiste una categoria importante in esso, con idee da realizzare e far valere. Altro che telefonini! Modestia a parte, la Dirstat in fatto di idee è stato e continua ad esserlo un punto di riferimento nel Ministero delle Finanze, essa costituisce ancora quel labile filo conduttore della speranza che consente a molti di non disperarsi e di restare al proprio posto di lavoro. E non si dica che la Dirstat è il Sindacato degli utopisti quando nulla di concreto e di vero è stato posto in essere a favore del Personale da parte di chi (Sindacati o non) ha avuto in mano la possibilità di esaltare il contributo di migliaia di lavoratori e non lo ha fatto. Cosa, infatti, c'é (o c'é stato) di buono cui consolarsi? Cosa, la legge 312 o il concorso a 999 posti da dirigente o forse i "corsi di riqualificazione" o magari il nuovo contratto di lavoro? E che dire del fatto che qualsiasi intervento normativo tributario serva ad affermare altre categorie meno quella del Personale Finanziario: il nuovo sistema sanzionatorio, l'accertamento con adesione, sono, infatti, importanti occasioni per ricchi convegni e sicuri successi per personaggi noti o non ancora ma nulla (si ripete: nulla) viene destinato al Personale Finanziario, neanche un corso ben organizzato che non sia programmato seguendo le strategie dei docenti piuttosto che quelle di una sana amministrazione. Coerentemente, allora, alcuni nostri dirigenti sindacali hanno restituito il mandato ai loro iscritti non ritenendo più di poter svolgere un ruolo nei confronti di chi non aveva alcun interesse a farsi rappresentare. Una cosa è certa, però, se la Dirstat-Finanze dovesse indebolirsi , viene a mancare l'unico vero punto di contrasto e discussione che è rimasto oggi nel Ministero delle Finanze, che possa farci dire a testa alta: tutto questo che accade non me lo merito. Chi può ci smentisca.