La corruzione zampilla in un sistema come quello descritto da Giancarlo Spagnoli nelle Agenzie fiscali. A cosa serve il Daspo, l'agente provocatore e l'infiltrato; a cosa servono ulteriori inasprimenti di pena se non si affronta il problema della legalità nelle Amministrazioni? Se si aumentano le pene e si alzano barriere ai reati senza affrontare il problema della legalità si ottiene solamente una maggiore propensione a delinquere. La legalità è la casa degli onesti! Ma di quale certezza parliamo se oggi manca anche la tutela giurisdizionale? Le Amministrazioni vessano i dipendenti con provvedimenti palesemente illegittimi nel convincimento di aver colto nel segno, data l’evidente disparità di posizioni di fronte a un Giudice, lento e spesso impreparato. I primi colpiscono e restano in attesa dell’intervento del Giudice, riversandone impunemente i costi sulla collettività; gli altri corrono dagli avvocati, esauriscono i loro risparmi, dilapidano i patrimoni e mentre attendono giustizia restano sotto il peso dell’efficacia degli ingiusti provvedimenti. Non resta loro altro che una scelta: arrendersi o spendere il resto della loro vita in cause cui spesso si transita per anni da un giudice all’altro solo per definire la giurisdizione. Ma che Paese è questo in cui le Amministrazioni si comportano come litiganti privati avendo perduto ogni crisma di terzietà ed ogni propensione verso il bene comune. In esse prevalgono i peggiori vizi individuali: la superbia, la lussuria e il desiderio di vendetta.
Eppure, il Governo ha a disposizione mille interventi della DIRPUBBLICA, basterebbe che ne raccogliesse uno solo per far tornare la Primavera in Italia. Ma non è così, anzi ci aspettiamo che il Governo si costituisca contro DIRPUBBLICA nelle mille cause intentate per la legalità. E se così fosse sbaglierebbe nemico!
Giancarlo Spagnoli ha scritto a Carla Ruocco il 17 luglio, ma ad oggi nessuna risposta. Proprio come prima!