DIRPUBBLICA

Funzionari che rappresentano in giudizio il Ministero del Lavoro.

I funzionari del Ministero del Lavoro, abilitati all'esercizio della professione forense, rappresentano l'Amministrazione in giudizio ma non possono iscriversi nell'elenco speciale dell'Albo degli avvocati. Dirpubblica, in vista della prossima riunione del Consiglio dei ministri, scrive nuovamente al Ministro del Lavoro per risolvere la questione.

L'udito del Ministro.
L'udito del Ministro.

Illustre sig. Ministro,

questa O.S., preso atto del parere favorevole delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato allo schema del decreto legislativo per la semplificazione e razionalizzazione dell’attività ispettiva (Atto di Governo n. 178), fa rilevare che, tra le osservazioni che sono state sottoposte al Governo, viene dato massimo rilievo alla riformulazione del relativo art. 9, riguardante la procedura del contenzioso in materia di lavoro. In particolare le Commissioni chiedono al Governo che la rappresentanza in ogni stato e grado del giudizio sia affidata ai funzionari del Ministero del Lavoro, anche attraverso la modifica delle disposizioni processuali. Sulla stessa linea d’onda la citata Commissione del Senato riterrebbe opportuno che il previsto sistema di unicità delle ispezioni fosse integrato dalle necessarie modifiche alla normativa in tema di contenzioso avverso il verbale unico ispettivo.

Il recepimento di un messaggio così chiaro e preciso, a giudizio della scrivente, non può che essere accolto al fine di valorizzare le risorse di cui il Ministero del Lavoro è dotato.

Da qualche tempo questa O.S. (si veda lettera alla S.V. del 18/03/2015) ha rappresentato la situazione di chi difende in giudizio la propria Amministrazione, evidenziando come ad alte professionalità e ad altrettanto importanti responsabilità non corrispondano riconoscimenti né contrattuali, né legislativi, in un regime in cui è assente sia una specifica area professionale, sia un’area intermedia detta “predirigenziale”. Ci sembra, dunque, che vi siano tutti presupposti per colmare un simile vuoto normativo nei confronti di lavoratori, già abilitati all'esercizio della professione forense, e consentire loro l’iscrizione negli albi speciali degli avvocati. Da tale riconoscimento deriverebbe, anche, l’attribuzione degli onorari di giudizio che potrebbero confluire in un apposito fondo destinato all’incentivazione, come accade in tutti gli enti aventi personalità giuridica autonoma.

Fiduciosi in favorevole esito della presente richiesta, si resta in attesa di un cortese riscontro.

Cordiali saluti.

Roma, 26 agosto 2015.

Giancarlo Barra - Segretario Generale Dirpubblica

A Giuliano Poletti

Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

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