La Corte Costituzionale considera legittimo il trattamento di malattia dei pubblici impiegati per due sostanziali motivi: non è comparabile il lavoro privato con quello pubblico; la normativa persegue criteri di economicità e di contenimento del fenomeno dell'assenteismo. Pubblichiamo la Sentenza.
DIRPUBBLICA
Pubblico impiegato: un malato speciale!
La Corte Costituzionale considera legittimo il trattamento di malattia dei pubblici impiegati per due sostanziali motivi: non è comparabile il lavoro privato con quello pubblico; la normativa persegue criteri di economicità e di contenimento del fenomeno dell'assenteismo. Pubblichiamo la Sentenza.
Allegati
- 20120507_20120510_da_corte-costituzionale_malattia_120.pdf application/pdf
Tag collegati
Articoli correlati
Lavoro
Statali, altra musica?
CORTE DEI CONTI, relazione 2012 sul costo del lavoro pubblico: «I reiterati tagli lineari agli organici - dice la Corte - obbligano le amministrazioni ad una continua attività di revisione degli assetti organizzativi che impedisce il consolidamento di procedure, competenze e professionalità, con inevitabili, negativi riflessi sulla quantità e qualità dei servizi erogati».
Lavoro
Giovanna D'Arco
Azione Giovanna D‘Arco – Per la causa contro il trattamento di malattia del pubblico impiego, abbiamo perduto il primo grado con condanna alle spese della Collega Paola Melograni. Pubblichiamo gli atti di cui le osservazioni degli avv.ti Gabrielli e Scorretti [...]
Lavoro
MORTI SUL LAVORO: "MANCANO I CONTROLLI"
Giancarlo Barra nel suo intervento a LaCritica ci parla di come gli istituti preposti al controllo dei posti di lavoro siano carenti o malfunzionanti.
Lavoro
ITALIA: MORIRE PER IL LAVORO dei "mai più" di Autorità e Sindacati, ne son piene le fosse
In questa puntata parliamo di LAVORO e di come le Istituzioni affrontano gli incidenti e le morti nei luoghi di lavoro. Collegati con noi: GIANCARLO BARRA, Segretario generale della Federazione Dirpubblica; FEDERICO MACADDINO, Analista economico-finanziario del Mef, Direttore della Corte di Giustizia Tributaria di Primo Grado di Treviso, componente della Segreteria Generale Dirpubblica; CARMINE MEDICI, Avvocato cassazionista del foro di Nola (NA); LUCA ROBUSTELLI, Avvocato penalista del foro di Genova; VALERIA SORU, Funzionaria della Regione autonoma della Sardegna e componente del Centro Studi sulla Costituzione e sulla prima Repubblica; ALBERTO VERZULLI, Presidente regionale Lazio ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro);
Lavoro
ITALIA: MORIRE PER IL LAVORO - DEI “MAI PIÙ” DI AUTORITÀ E SINDACATI, NE SON PIENE LE FOSSE.
Questa sera alle ore 18.00 andrà in onda una nuova puntata di LA CRITICA; si parlerà di lavoro, ma soprattutto di come ancora oggi si possa MORIRE PER IL LAVORO. Chi ha domande o vuole partecipare alla trasmissione invii una mail a info@lacriticaweb.it, oppure lo scriva nei commenti. Saremo su Facebook, YouTube, Twitch, e su questo sito. La mortalità sul lavoro è il frutto di una serie di fattori, tra cui la non efficienza del controllo dello Stato (come nel caso dell'INL), che consente l'esistenza di nuove forme di schiavitù in Italia. La schiavitù è la morte morale che viaggia parallela con la morte fisica causata dagli incidenti sul lavoro. Se il 25 aprile 2024 si è voluto celebrare la fine del fascismo, non si è riusciti però a segnare la fine delle forme più subdole e nascoste della violenza: quelle, cioè, che derivano dalle strutture dello Stato e dell'ignoranza della Società civil