Per Irene, l’ispirazione cristiana è un elemento fondamentale che Lei pone a fondamento di tutti i suoi impegni: di lavoro, sociali, sindacali e politici. Ciò detto, riguardo ai programmi elettorali cui partecipa, Irene Daino sostiene quanto segue.
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Se è così, ed è così, è questa l’area dove agire; un’area dove tutte le formazioni politiche si sono ben guardate ad entrare con competenza e volontà costruttiva, concentrandosi, piuttosto, su come renderla inerte al cospetto dei grandi accadimenti della Storia nazionale. Questo è stato largamente realizzato attraverso la privatizzazione del rapporto di pubblico impiego (D.Lgs 3 febbraio 1993, n. 29), un processo che è iniziato nei primi anni ’90 del secolo scorso e che si estende sempre più corrodendo alle radici i precetti costituzionali contenuti nei già citati articoli 97 e 98 della Costituzione (Buon Andamento, Imparzialità, Servizio esclusivo alla Nazione).
La regola, però, maggiormente logorata, in quanto aggirata e disapplicata, in specie nelle Amministrazioni locali, è quella del pubblico concorso come strumento primario di accesso, da parte del Popolo, ai vari impieghi nella P.A. – Si tratta, a ben vedere, di una lesione inferta alla stessa Sovranità popolare di cui si tratta nell’articolo 1 della Carta costituzionale.
Senza scendere in analisi troppo lunghe e complesse, la tragedia del Ponte Morandi, per noi troppo viva, attuale e lacerante, ha le sue radici nel “privato è bello, il pubblico è inefficiente”, uno slogan che ha fatto rinunciare allo Stato le sue prerogative, anche di controllo. Ed abbiamo visto i risultati!
Non potremo rovesciare il fenomeno dalla Liguria, ma certamente l’ostacoleremo riservandoci di fare molto di più quando accederemo al Governo del Paese.
Ora chiamo a raccolta i 15.000 pubblici impiegati che lavorano in Liguria, di tutte le qualifiche e professionalità, affinché ci sostengano con il voto e sempre con l’esercizio libero e imparziale delle loro diverse attività.
Mi impegno, fin d’ora, ad essere dalla parte di tutti i lavoratori privati e pubblici. Per quest’ultimi, continuerò a sostenerli dalla sede politica, come ho già fatto da quella sindacale, quando incontreranno intralci e vessazioni a causa di una condotta rispettosa delle leggi e della Costituzione, che l’attuale assetto politico-sindacale non farà loro mancare>>.