CCNL DIRIGENTI SANITARI. MINISTERO SALUTE SCEGLIE CHE ISTITUTI APPLICARE E COME. INSORGE DIRPUBBLICA
Dopo quattro anni dalla firma del CCNL, il Ministero della Salute continua a fornire indicazioni a “carattere generale” sui nuovi istituti contrattuali quali reperibilità, lavoro straordinario, turnazioni, ecc. Facendo finta di non sapere che molti Dirigenti Sanitari svolgono già da anni tali servizi, continua a non erogare i compensi previsti.
I VIZI DELLA DOGANA DI GENOVA 2 SONO A CONOSCENZA DELL’ISPETTORATO DELLA FUNZIONE PUBBLICA.
Lettere e fascicoli riservati, dossieraggio e interviste ai dipendenti sui propri partner di lavoro costituiscono i più importanti elementi portati a conoscenza della Funzione Pubblica. Ma si hanno fondati motivi per credere che non si tratti solo di Genova. Pubblichiamo la nota.
DIRIGENZA SANITARIA DEL MINSALUTE - DIRPUBBLICA E CISL IN ANTITESI SUI TRATTAMENTI DEL PERSONALE.
Federico Macaddino, Responsabile del Coordinamento Ministeri DIRPUBBLICA, reagisce alla retorica della CISL su presunti “favori” ricevuti dalla dirigenza sanitaria del Ministero della Salute rispetto al Personale tecnico e amministrativo, dimostrando il contrario. Ma la nota contiene anche un preciso pronunciamento: ora ci siamo anche noi.
OBBLIGO VACCINALE - PUBBLICATE LE ORDINANZE CGA SICILIA E TAR LOMBARDIA, DI REMISSIONE ALLA C. COST.
A fronte di una farmacovigilanza insufficiente e di 7.023 decessi da vaccino, accertati in Europa, ci si chiede chi dovrebbe individuare la percentuale di cittadini “sacrificabili”, nel limite del “rispetto della persona umana”. Emerge, inoltre, dalla Lombardia che i sottoposti alla legge (cioè, noi) hanno l’onere di valutarne la costituzionalità.
GLI EROI MALEDETTI, OVVERO I MIGLIORI MEDICI ITALIANI. ECCO IL CASO DELLA DOTT.SSA CALLIPARI.
Olivia Callipari, un medico infettivologo del Ministero della Salute condannata a non far nulla perché soggetto “non conforme”, un cliché oramai consolidato nella Repubblica fondata sul Lavoro. La sua storia è raccontata da IL FATTO QUOTIDIANO e da una lettera del Responsabile nazionale ministeri della DIRPUBBLICA. Pubblichiamo gli atti.
Green pass, Brunetta: «Misura geniale. Necessario per tutti i lavoratori»
Il ministro della Pa ha fatto riferimento sia al settore pubblico che al privato Per il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta il green pass dovrebbe essere introdotto per tutto il lavoro pubblico e privato ma anche per chi utilizza i servizi pubblici e privati. «Le decisioni che prenderemo nel prossimo futuro: green pass per tutti, lavoro pubblico, lavoro privato, servizi pubblici e servizi privati», ha detto Brunetta. «Vi spiego il modellino comportamentale. Più crescono i vaccini più crescono i dubbi sui vaccini. Il costo del vaccinarsi, il rischio, con il beneficio atteso. Se la stragrande maggioranza si vaccina il rischio diminuisce e il costo diventa alto e quindi non mi vaccino. Si rende irriducibile - sottolinea Brunetta - uno zoccolo di opportunisti. Bisogna aumentare agli opportunisti il costo della non vaccinazione». Il ministro ha parlato di una misura «geniale». «
RADIO-RADIO ELOGIA BRUNETTA E CHIAMA SAVINO BALZANO CONTRO LO SMART-WORKING. MA DIRPUBBLICA REPLICA.
L’emittente RADIO-RADIO, che si è sempre contraddistinta per la libertà e l’indipendenza delle proprie notizie, questa volta cade nel tranello di Brunetta ed imposta una puntata sullo smart working pensando di rendere un servizio alla P.A. - Invece, inconsapevolmente, alimenta “il costo psichico” del green pass che finora ha criticato.
SMART WORKING, DOPO I FATTI DEI LAVORATORI E LE PAROLE DEI MINISTRI, ECCO LA POSIZIONE DIRPUBBLICA.
Chi sa gestire il Cigno Nero? È la domanda che DIRPUBBLICA si pone in una stagione durante la quale, più che mai, sono emersi i difetti del nostro modo di condurre lo Stato: dal pressappochismo alla menzogna. Nonostante tutto, però, il pubblico impiego ha affrontato la situazione di propria iniziativa, mantenendo accesa la luce della Repubblica.
AGENZIA ENTRATE E DIRPUBBLICA. RIPRENDE IL DIALOGO COOPERATIVO SULLA CORRUZIONE INTERNA.
I Piani anticorruzione, perfettamente applicati, non hanno arginato il fenomeno della corruzione, anzi, forse hanno costituito un alibi. Secondo DIRPUBBLICA il problema sta nell’Agenzia delle Entrate, nella sua struttura e nei suoi molti paradossi.